Zooprofilattico,
salto di qualità
da 45 milioni

I laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia raggiungeranno i livelli più alti
I laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia raggiungeranno i livelli più alti
Eugenio Barboglio02.07.2020

L’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna, che ha a Brescia la sua sede centrale, è un eccellenza destinata a diventare ancora più eccellenza. Nel giro di due o tre anni, infatti, sarà avviato e terminato l’ampliamento della struttura di via Bianchi. Un intervento di notevoli dimensioni, che non solo potenzierà in modo cospicuo gli spazi dedicati ai laboratori, ma permetterà un salto qualitativo, consentendo di svolgere ricerca e sperimentazione ai più alti livelli e col massimo della sicurezza biologica. Facendo appunto dell’istituto di Brescia il più all’avanguardia del Paese, e un presidio di sicurezza sanitaria tanto importante quanto più dovessimo trovarci a condividere scenari epidemiologici complicati ed emergenze come quelle di questi mesi. L’investimento in via Bianchi è di 45 milioni di euro, «che già si trovano nelle casse dell’istituto», assicura il nuovo direttore generale Giorgio Frazzi, alla guida dell’istituto dal dicembre dello scorso anno. Risorse statali con le quali si interverrà su edifici sostanzialmente dismessi, posti all’interno del perimetro dello Zooprofilattico. Verrà abbattuta la palazzina che ospitava la Izo spa e che è abbandonata da qualche anno (la Izo spa era nata nel 1968 come braccio dell’Istituto nella produzione di farmaci veterinari, rimase pubblica fino alla privatizzazione del 2008 e lo spostamento da parte della nuova proprietà dell’intera attività produttiva in provincia di Pavia), per costruirvi al suo posto un edificio di quattro piani, per complessivi 4mila metri quadrati di slp. L’ALTRO intervento riguarda invece l’area delle stalle e dei vecchi stabulari (dove vengono allevati gli animali da esperimento): anche qui prenderà forma una struttura nuova di circa 1500 metri quadrati. In totale sono previste nuove strutture per quasi 6mila metri quadrati di slp per lo più dedicate a laboratori con livello di sicurezza biologica 3 (Bsl 3) dove si possono analizzare batteri, parassiti e virus ad alto rischio. Ma non soltanto: saranno sviluppati anche laboratori per la sperimentazione a livello Bsl 4, così da poter svolgere esperimenti ad altissimo rischio in piena sicurezza, trattando agenti che provocano infezioni con effetti mortali, infezioni per le quali non ci sono vaccini: è il caso del Covid 19 o dell’Ebola, o di certe febbri emorragiche. IL PROGETTO , che dovrà essere approvato dall’Istituto superiore della sanità, è coordinato dalla società regionale Infrastrutture Lombarde - che vanta esperienza in strutture sanitarie, avendo operato tra l’altro anche al Civile - che ha lanciato un bando per la progettazione esecutiva e la direzione lavori. Il bando scadrà a metà luglio. Sarà sviluppato un progetto che ha presupposti diversi rispetto a quello che si voleva realizzare nei primi anni 2000, che guardava all’esterno dell’area occupata dalle attività dello zooprofilattico. Allora si era infatti pensato di edificare sul lotto libero da costruzioni che separa l’istituto da via San Zeno. Adesso invece si resterà all’interno. «L’arrivo di nuovi spazi permetteranno di ottimizzare e razionalizzare anche quelli della vecchia sede - assicura il direttore generale Frazzi - Infrastrutture Lombarde vorrebbe iniziare al più presto i lavori, che non interferiranno con le attività di ricerca e di analisi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA