Virus e danni al cervello
Relazione da scoprire:
Brescia traccia la strada

Alessandro PadovaniIl Civile traccia la strada per provare a trovare una relazione tra danni neurologici e Coronavirus
Alessandro PadovaniIl Civile traccia la strada per provare a trovare una relazione tra danni neurologici e Coronavirus
07.04.2020

Lisa Cesco Che fosse insidioso e dirompente lo abbiamo imparato nei giorni più duri dell’emergenza sanitaria. Che attaccasse i polmoni generando crisi respiratorie, quella insopprimibile «fame d’aria» provata da molti malati, lo sapevamo, così come avevamo appreso di casi – molto rari – in cui l’offensiva colpisce il muscolo cardiaco. QUELLO CHE invece non era stato ancora esplorato è il rapporto tra Coronavirus e cervello. Non ci sono studi scientifici solidi al riguardo, ma l’osservazione quotidiana dei medici può offrire indizi importanti. Sono stati segnalati nel mondo casi di pazienti che al posto dei tipici segni dell’infezione, come febbre, tosse e difficoltà respiratorie, presentavano sintomi neurologici come confusione e alterazione mentale, fino ad arrivare a segni più severi di encefalopatie o crisi epilettiche. Anche Brescia – che all’ospedale Civile ha attivato dallo scorso 23 marzo un’unità Neuro-Covid interamente dedicata ai pazienti neurologici positivi al Coronavirus – riporta casi analoghi, come conferma il professor Alessandro Padovani, ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Brescia e direttore della Neurologia degli Spedali Civili, di recente citato anche dal New York Times in un articolo di approfondimento sui possibili danni neurologici correlati al Covid-19. «Alcuni pazienti manifestano sintomi come confusione, senso di “sconnessione” o delirio ancora prima di presentare i classici sintomi respiratori dell’infezione», spiega il professor Padovani. Un segnale che deve mettere in allerta quando compare inaspettato e senza particolari motivi. Tanto che il Centers for Disease Control and Prevention americano include confusione e scarsa capacità di risposta agli stimoli tra i segni sospetti di Covid-19 che devono spingere a consultate un medico. DELLE IMPLICAZIONI neurologiche del Coronavirus si sa comunque al momento pochissimo e gli esperti invitano alla prudenza. Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato 113 pazienti di Wuhan, in Cina, morti per Coronavirus, ha rilevato che il 22 per cento aveva avuto, fra gli altri, anche disturbi della coscienza di gravità variabile: «I pazienti positivi che accogliamo nel servizio Neuro-Covid sono per il 60-70 per cento colpiti da ictus, e presentano alterazioni respiratorie o febbre – riferisce il primario -. Ci sono poi pazienti con un quadro neurologico atipico o anomalo, come delirio, stati confusionali, difficoltà di equilibrio. In sei casi presentavano segni di encefalite (un’infiammazione che colpisce il cervello, ndr.). Un terzo gruppo di malati ha invece complicazioni neurologiche innescate dalla patologia respiratoria, come crisi epilettiche slatentizzate, miastenia, polinevriti». Si discute, in particolare per le encefaliti, se il virus possa infiltrarsi nel cervello ed essere causa diretta di tali condizioni: per questo sono state fatte indagini nel liquor dei pazienti bresciani, senza però trovare traccia del Covid-19: «Quella da Coronavirus è una malattia chiaramente respiratoria, non c’è un’evidenza certa che il virus entri nell’ambito cerebrale (i casi descritti al mondo sono rarissimi, solo 3), determinando direttamente danni neurologici», osserva Padovani. Cos’è quindi a mettere in difficoltà il nostro cervello? «È molto probabile che a influire sulle conseguenze neurologiche sia la risposta immunitaria incontrollata – e quindi l’infiammazione - che il nostro organismo può scatenare per combattere il virus, e che può esprimersi anche a livello del sistema nervoso centrale». RIGUARDO agli ictus, invece, si registra effettivamente un aumento di casi: una prima ipotesi avanzata dai medici è che Covid-19 possa complicare problematiche e fattori di rischio già esistenti. A sospingere i numeri, inoltre, il ruolo di hub per le urgenze neurologiche-stroke assegnato dalla Regione al Civile, che in questo periodo sta accogliendo pazienti provenienti dal resto della Lombardia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA