Via Milano, scatta il doppio allarme: droga e prostitute

L’ex sito industriale da tempo è alle prese con una situazione di degrado che preoccupa SERVIZIO FOTOLIVE
L’ex sito industriale da tempo è alle prese con una situazione di degrado che preoccupa SERVIZIO FOTOLIVE
Marta Giansanti 21.07.2019

Dove c’è abbandono c’è degrado. E molto spesso illegalità. La disperazione, l’emarginazione, la tossicodipendenza, l’indigenza: trovano ampio spazio, purtroppo, nelle aree abbandonate di alcuni quartieri cittadini, divenute terra di nessuno. IN VIA MILANO molte le situazioni al «limite». Il confine è ampiamente superato al civico 83, fino al 2009 sede della storica Ideal Standard. I due stabilimenti (oltre alla Standard anche l’Ideal Clima), per la produzione di radiatori e sanitari in ceramica, negli oltre 100 mila metri quadrati, davano lavoro a centinaia di persone. Ora quell’enorme distesa, fatta di stabili in rovina, è casa di spacciatori, prostitute e occupanti abusivi. Più volte sgomberati, ma sempre ritornati. L’ennesima denuncia arriva da un gruppo di residenti della zona. «Alcuni italiani e stranieri hanno di nuovo occupato quel che resta della fabbrica», dicono. Per la precisione gli spazi Ideal Clima, un tempo la mensa degli operai. Al loro interno, in pianta stabile non sono più di cinque, ma nell'intera area abbandonata sono una ventina e il «traffico» giornaliero, in un luogo dove a farla da padrone sono spaccio e prostituzione, «è notevole - dicono i residenti -. Il mese scorso hanno serrato tre finestroni con grandi assi di legno. Abbiamo immediatamente allertato le forze dell’ordine, che sono intervenute facendo sgomberare la zona. Ma poco dopo tutto è tornato come prima». E da allora, nonostante le ripetute telefonate ai carabinieri e un esposto alla Polizia Locale, nulla sembra cambiare. A destare maggiore preoccupazione è una luce rossa che illumina ogni serata, forse un fuoco acceso. «A parte le urlo e qualche fischio non fanno confusione, ma l’ipotesi di un incendio, in particolare quando arriverà l’inverno, si fa sempre più consistente - continuano i residenti -: non vogliamo che si possa ripetere quanto accaduto poche settimane fa con la persona morta carbonizzata all’interno dell’ex Bisider. Perché se dovesse propagarsi un incendio rimarrebbero coinvolte molte più persone e abitazioni». NELLE IMMEDIATE vicinanze si trovano diversi condomini, di cui uno abbandonato e pieno di sterpaglie, e la casa di riposo delle Figlie di San Camillo. Non è, quindi, solo una questione di degrado, ma anche di sicurezza. Entrando nella fabbrica fantasma si capisce subito che il problema è anche un altro: la zona abbandonata viene utilizzata da tossicodipendenti per trovare una dose lontani da occhi indiscreti. L’ingresso all’enorme complesso industriale è interdetto al pubblico, ma a sbarrare i cancelli sono solamente alcune tavole di compensato. Non è difficile varcarle, soprattutto se il «richiamo» è forte, celato dalla certezza di soddisfare una drammatica dipendenza. Non si può far a meno di notare il via vai di ragazzi, troppo giovani per distruggere la propria vita ma già assuefatti dal desiderio di trovare un temporaneo e infido momento di sollievo. Escono furtivi, si guardano intorno e poi schizzano via, confondendosi tra chi vive nel quartiere. Una porta di accesso alla città, coinvolta nell’importante progetto di riqualificazione «Oltre la strada». Una rigenerazione che dovrà interessare anche l’ex fabbrica, almeno in parte, per darle un volto nuovo: sarà sede del nuovo teatro Ideal con due sale e spazi polifunzionali flessibili per servizi socio-culturali e laboratori per giovani. Una trasformazione che, rispettando i tempi annunciati, si avrà entro il 2020. A quel punto non ci sarà più spazio per gli invisibili, chissà cosa ne sarà di loro... • © RIPRODUZIONE RISERVATA