Via Castagna,
brividi nel parco
«proibito»

Spesso le prestazioni sessuali che si consumano tra gli alberi avvengono alla luce del giorno
Spesso le prestazioni sessuali che si consumano tra gli alberi avvengono alla luce del giorno
Davide Vitacca 13.06.2019

Da un lato c’è il Mella che scorre tra la rigogliosa vegetazione, dall’altro ci sono i grigi capannoni della zona industriale con il loro frenetico brulicare di spedizionieri in arrivo e in partenza: nel mezzo spicca una fitta fascia boscata al cui interno prolifica non soltanto la natura ma anche il degrado. Siamo nel parco comunale di via Castagna, all’estrema periferia sud-occidentale della città, in un’area verde (inclusa nel Parco delle Colline Bresciane) che dovrebbe mitigare l’impatto delle fabbriche e rappresentare un prezioso polmone per i residenti dei quartieri limitrofi, e che invece è meta di incontri a sfondo sessuale tra uomini, molti dei quali avvengono alla luce del sole non appena i magazzini chiudono e durante il fine settimana. Dell’argomento si è recentemente occupato il quotidiano online The Post internazionale con un’ inchiesta volta a far luce sulle dinamiche che regolano una realtà particolarmente rinomata nel circuito dei siti di appuntamenti per omosessuali, mettendo l’accento sul fatto che in molti casi le prestazioni che si consumano tra gli alberi e le piccole radure abbiano risvolti pericolosi: le stesse persone che si appartano vengono frequentemente prese di mira da bande criminali specializzate in rapine e pestaggi, le quali operano con la certezza di restare impunite perché consapevoli che le vittime, per paura di uscire allo scoperto, difficilmente denunceranno l’aggressione.

 

NELLA PENOMBRA del bosco, i rendez-vous all’insegna del sesso proseguono, spesso sotto l’involontario sguardo di quanti si addentrano tra gli alberi per una semplice passeggiata all’aria aperta. La denuncia arriva da un nostro lettore, Mauro Bonforti, che ha messo in luce il caso con una lettera indirizzata al nostro quotidiano. «Abito a Chiesanuova e il parco si trova a poca distanza da casa, perciò io e mia moglie lo frequentiamo spesso per cercare un po’ di pace — spiega Bonforti —, ma ogni volta ci imbattiamo in soggetti che fanno la posta se non addirittura in coppie intente a fare sesso». I«pali» appostati hanno la funzione di segnalare eventuali «intrusi», come gli sfanalamenti che avvengono a bordo strada, al limite del bosco, una sorta di comunicazione in codice che indica disponibilità all’incontro. «Non punto il dito contro nessuno e non giudico. Ciascuno è libero di comportarsi come vuole, però in un luogo pubblico dovrebbe esistere il limite della decenza e del rispetto degli altri», accusa Bonforti, che chiede alle forze dell’ordine controlli più puntuali e un efficace sistema di sorveglianza in grado di scoraggiare furti, aggressioni e il frequente abbandono di rifiuti (il suolo del boschetto è un tappeto di preservativi usati, ma non mancano i sacchi neri scaricati ai margini della strada). «C’è però anche gente che si comporta bene e lascia pulito: la domenica l’area a prato a nord di via Castagna è frequentata da famiglie, soprattutto dell’est Est Europa, che fanno grigliate. I bambini usano gli scivoli e le altalene, giochi che spesso sono gli stessi genitori a riparare con assi di legno messe alla buona», ha fatto notare Bonforti, domandando la sostituzione dell’arredo urbano logoro o danneggiato: panchine divelte, cestini dello sporco scoperchiati, tavolini da picnic coperti dal muschio.

 

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