«Una grande impresa per una grande gioia»

Sul palco di viale Venezia Andrea Vesco e Andrea Guerini ricevono l’applauso per la conquista del secondo posto nella classifica finaleLa gioia di Daniele Bonetti e Giovanni MoceriJuan Tonconogy e Barbara Ruffini hanno chiuso al terzo posto
Sul palco di viale Venezia Andrea Vesco e Andrea Guerini ricevono l’applauso per la conquista del secondo posto nella classifica finaleLa gioia di Daniele Bonetti e Giovanni MoceriJuan Tonconogy e Barbara Ruffini hanno chiuso al terzo posto
Alberto Banzola 19.05.2019

E venne il giorno della consacrazione per Giovanni Moceri e Daniele Bonetti: sono il pediatra palermitano e il giornalista bresciano, collaboratore di Bresciaoggi, a trionfare nella 37ma rievocazione storica della 1000 Miglia. Un successo costruito con caparbietà nel corso di quattro giorni di gara molto intensi, ed una leadership costruita nel secondo giorno tra Cervia e Roma, con un distacco che è cresciuto sugli inseguitori bresciani Andrea Vesco ed Andrea Guerini. Ha avuto la meglio l’equipaggio al volante dell’Alfa Romeo 6C 1500 Super Sport del 1928 su quello che ha corso su un’altra 6C della casa del biscione, in questo caso una 1750 Super Sport Zagato del 1928. Per una prima assoluta per la coppia, l’anno scorso terza e quest’anno capace di guardare tutti gli avversari dal gradino più alto del podio. «SONO contentissimo - ha dichiarato al momento della consacrazione Giovanni Moceri -. Abbiamo portato a termine una vera impresa: ci siamo presentati al via con una vettura del museo Alfa Romeo, e vogliamo ringraziare FCA Heritage per la grandissima opportunità che ci ha offerto». Questo però ha avuto anche dei contro non indifferenti: «Avere la possibilità di guidare una vettura del genere vuol dire non poterla provare prima e non avere feeling con lei. Per questo siamo doppiamente soddisfatti. Personalmente è una tappa importante della mia carriera automobilistica». I metri che separano l’Alfa della coppia d’oro dell’automobilismo d’essai dal palco della consacrazione tanto cercata e mai ottenuta (fino a ieri) vengono percorsi in maniera molto lenta: si vuole assaporare ogni secondo di questa impresa. Daniele Bonetti è provato, ma lucidissimo all’arrivo: «Siamo riusciti a vincere una grandissima battaglia contro Vesco e Guerini; è stata proprio durissima, considerando che a 20 chilometri dall’arrivo la macchina si è anche spenta». Il navigatore bresciano, cresciuto a pane e 1000 miglia, voleva questo successo, l’unico assente in un palmares che già contava grandi successi (gli ultimi del duo in ordine di tempo il GP Nuvolari nel 2018 e la Targa Florio classica 2017 e 2018): «Non ho realizzato un sogno, ma sicuramente ho raggiunto un obiettivo a cui tenevo tantissimo - commenta Bonetti - . Corro con Giovanni da dieci anni e avevamo vinto tutte le rievocazioni: mancava soltanto la Freccia Rossa. Diciamo che adesso abbiamo chiuso un cerchio». CHI INVECE il cerchio non l’ha chiuso è la coppia bresciana per eccellenza dell’automobilismo d’epoca, quella formata da Andrea Vesco e Andrea Guerini: primissimi a Cervia con 368 punti di vantaggio sugli avversari, si sono ritrovati a rincorrere quelli che poi sono diventati i vincitori già al secondo giorno di gara: «Una bella lotta - commenta Andrea Vesco, senza nascondere un pizzico di delusione -. Per vincere dovevamo essere perfetti e non lo siamo stati: è stata una competizione molto combattuta, ma ogni volta che abbiamo fatto qualcosa di positivo i nostri avversari sono riusciti a fare meglio». Andrea Guerini è un po' più soddisfatto del compagno di squadra: «È un ottimo secondo posto: dobbiamo fare i complimenti ai vincitori che sono stati più bravi e alla fine hanno meritato questo successo». 1141 punti di differenza, quasi il doppio rispetto al distacco di venerdì sera (614): Moceri e Bonetti hanno veramente fatto la gara dei sogni, raccogliendo il testimone dell’equipaggio argentino Tonconogy-Ruffini, vincitori lo scorso anno, e terzi in questa edizione: «Ma così i coefficienti ci penalizzano troppo. Vedremo se l’anno prossimo saremo ancora qui». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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