Torre Tintoretto:
dopo la vendita
ecco la demolizione

La Torre e nella foto centrale gli edifici che sorgeranno al suo posto
La Torre e nella foto centrale gli edifici che sorgeranno al suo posto
Eugenio Barboglio01.07.2020

La Torre Tintoretto di San Polo ora conosce il suo destino. Sarà abbattuta. La Redo sgr, la società che si è aggiudicata il bando di vendita, aveva due opzioni, che sono poi le due opzioni che hanno accompagnato per anni la vicenda della torre: la ristrutturazione o l’abbattimento. Il bando dell’Aler apriva ad entrambe le soluzioni. Ma a pochi giorni dall’aggiudicazione, e in attesa di presentare il planivolumetrico, è la Redo stessa a chiarire le sue intenzioni, lasciando in campo una sola delle alternative: «Il progetto prevede la demolizione della Torre e della piastra sottostante e l’apertura degli spazi al quartiere», ha dichiarato il ceo di Redo spa, Fabio Carlozzo al Sole 24 Ore. L’APERTURA al quartiere significa la realizzazione di un miniquartiere di case più basse dello slyline voluto da Benevolo: 320 appartamenti, di cui 120 in vendita a 1.600 euro al mq e 200 in locazione a 58 euro al mq, oltre a 2.000 mq di servizi e retail. Secondo un’idea urbanistica ben diversa da quella che ispirò il quartiere di «case alte» quando venne costruito negli anni 70. E anche secondo un’idea di mercato diversa, visto che allora e per gli anni a seguire - fino allo sgombero ultimato nel 2012, quando c’era ancora in ballo il primo progetto di demolizione, poi congelato, sostenuto dalla giunta Paroli - gli appartamenti erano assegnati per graduatoria, mentre ora saremo al di fuori dell’economia residenziale pubblica, nella sfera dell’housing sociale dentro cui si muovono le operazioni della Redo, gestore del Fondo Immobiliare di Lombardia. I progetto della Redo che verrà realizzato è sostanzialmente non molto dissimile da quello che Investire Sgr, di cui Redo è un’evoluzione, aveva presentato quattro anni fa in Commissione urbanistica. E che si inscriveva nel protocollo di intesa firmato con Aler, Comune e Regione per la valorizzazione dell’immobile di via Robusti 90. Una valorizzazione che era intesa nel protocollo come ristrutturazione. Gli step successivi furono il deciso ritorno di Investire Sgr su una ipotesi di abbattimento, avanzata anche in sede di variante al Piano di governo del territorio, e quindi la pubblicazione del bando di vendita che Aler costruì, in accordo con la Loggia, con le due soluzioni della demolizione e della riqualificazione. CON IL PASSAGGIO di mano della proprietà da pubblico a privata a vincere è dunque l’abbattimento. Il progetto definitivo sarà consegnato nelle prossime settimane - dall’aggiudicazione del 23 c’è tempo 90 giorni - e sarà la base per sottoscrivere la nuova convenzione con il Comune. I render pubblicati in queste pagine, recependo indicazioni della Loggia, nella versione definitiva del progetto esecutivo potrebbero presentare qualche differenza. È dunque game over per i 195 alloggi su cui si è consumata una battaglia vera, tra due visioni opposte. Una battaglia che ha avuto anche code giudiziarie: l’ex consigliere regionale Mirko Lombardi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale contro l’Aler. Sarebbero stati dissipati 20 milioni di euro vendendo la Torre a 1,3 milioni - cifra quest’ultima indicata dalla perizia di uno studio milanese e da un professione universitario bresciano, mentre una precedente perizia di Pro Brixia aveva valutato 20 milioni l’immobile. Resta in piedi la torre Cimabue, gemella della Tintoretto anche per condizioni e vizi strutturali. Ma proprietà comunale. Dopo quasi 10 anni di Tintoretto story avremo 10 anni di Cimabue? • © RIPRODUZIONE RISERVATA