Sulla Fondazione
Spedali Civili il Comune
diviso sull’ingresso

A gestire la liberalità verso l’ospedale un anno fa è nata la Fondazione Spedali Civili
A gestire la liberalità verso l’ospedale un anno fa è nata la Fondazione Spedali Civili
Eugenio Barboglio 15.05.2019

Oltre all’intenzione, ora c’è in più una delibera di Giunta. Ma la strada per entrare da socio partecipante nella Fondazione Spedali Civili non è ancora spianata. Il sindaco Del Bono sin dal giorno della nascita della Fondazione disse che avrebbe voluto che nell’assemblea sedesse anche la Loggia. E da allora, è passato un anno, l’orientamento è sempre rimasto quello. Ma l’adesione non è mai stata scontata. C’era da costruirla. Infatti nelle quattro soci privati fondatori (le Fondazioni Nocivelli, Beretta, Comunità Bresciana e Adele e Cavalier Lonati) c’erano perplessità verso la presenza della Loggia. L’alternativa considerata migliore da qualcuno, era la partecipazione al comitato tecnico scientifico. L’adesione comunque dovrà essere votata dal Consiglio comunale. E siccome il termine è il 31 giugno, l’idea in Loggia era di votarla nella seduta del 31 maggio. Per avere i tempi tecnici necessari. Il passaggio preliminare in commissione bilancio però non ha accelerato ma rallentato l’iter. Il sindaco infatti su questa scelta ha chiesto una ampia condivisione. Che potrebbe avere alla fine, ma che non ha ancora. Infatti Forza Italia è abbastanza di traverso e la Lega vuole vederci più chiaro. Sicché su richiesta del capogruppo del carroccio, Massimo Tacconi, la commissione è stata aggiornata al 23 di maggio. Per consentire ulteriori riflessioni. DEL BONO HA sottolineato che è importante che il Comune sia nella Fondazione soprattutto ora che, con la Riforma regionale, l’Asst ha compiti socio assistenziali sul territorio. Anche Donatella Albini della Sinistra e delegata comunale per i temi sanitari, ha spiegato: «Serve supportare la ricerca ospedaliera di cui l’Asst direttamente non riesce ad occuparsi. Molti medici vedono con favore la partecipazione dell’Ente pubblico come garanzia di una direzione verso il bene collettivo dell’attività di ricerca». Molti dubbi da parte di Paola Vilardi (FI): «Che senso ha che la Loggia partecipi senza contare nulla. È un soggetto creato dai privati per le donazioni. È bene che resti tale. Che il privato faccia il privato e il pubblico faccia il pubblico. L’assessore regionale Gallera - ha ricordato - è assolutamente contrario e ha tenuto fuori la Regione». Anche se la politica, a sentire Vilardi entra comunque: «Il direttore della Fondazione è un esponente del Partito democratico», ha avvertito Vilardi (si tratta di Gianluca Fornari, scelto dall’ex dg Ezio Belleri: è il segretario del Pd di Leno ndr). Assolutamente favorevole Guido Galperti, in Consiglio nelle file della Civica per Del Bono. Ha premesso che l’impulso alla nascita della Fondazione non fu dei privati ma del pubblico, e che per la Regione non è questione di aderire o no: «La Regione è l’ospedale». Per la decisione di mettere i 5 mila euro ed aderire da soci «minori» la commissione non è ancora pronta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA