Studenti in strada
davanti al Calini
Solidarietà, critiche
e qualche brioche

Protesta studenti Calini Foto Davide Brunori
Protesta studenti Calini Foto Davide Brunori
13.01.2021

Brescia, liceo Calini. Oggi sono tornati i banchi, che ieri non c'erano. Ed è arrivata un po' di cioccolata calda e pure una scatola di brioche, procurati da passanti e baristi preoccupati per la temperatura rigida durante le proteste degli studenti. I ragazzi del liceo scientifico per il settimo giorno consecutivo chiedono alle istituzioni di tornare in aula a fare lezione e hanno ricevuto qualche critica ma anche tanta solidarietà, non solo dai coetanei e non solo dai bresciani. Ieri (come riportato anche nell'articolo oggi in edicola su Bresciaoggi) hanno dovuto cambiare programma per alcune difficoltà normative e hanno dovuto seguire la lezione on line sulle panchine pubbliche perché la presenza dei banchi non rispettava le leggi sull’occupazione di suolo pubblico. Ma la dirigenza del liceo, gli insegnanti, i genitori e la vicesindaca Laura Castelletti si sono interessati al problema smuovendo le acque: da oggi si torna sui banchi, en plein air, massimo 10 persone.
Con un goccio di cioccolata per riscaldarsi, visto che dai loro laptop per la Dad non esce di certo aria calda.
Gli studenti chiedono di bilanciare in modo diverso le esigenze di protezione sanitaria per la pandemia e quelle universali al diritto all'istruzione, che significa anche presenza e condivisione. L'opinione pubblica si divide tra chi pensa che debbano accettare le necessità imposte dal momento storico e chi ritiene che a 15 anni la presenza fisica di compagni e docenti sia fondamentale per apprendere.

 

 

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