Studenti e Polizia
Locale in strada
per la sicurezza

I dodici studenti dello Sraffa e dell’Abba-Ballini   al Comando di Polizia Locale in via Donegani da dove sono partiti per la notte di controlliGli agenti hanno spiegato ai giovani la dinamica dei controlli per la prevenzione degli incidenti FOTOLIVE
I dodici studenti dello Sraffa e dell’Abba-Ballini al Comando di Polizia Locale in via Donegani da dove sono partiti per la notte di controlliGli agenti hanno spiegato ai giovani la dinamica dei controlli per la prevenzione degli incidenti FOTOLIVE
Anna Castoldi 15.04.2019

Dodici ragazzi al comando di Polizia Locale di via Donegani, sabato sera. Non è una retata, ma il progetto «Sulle strade della nostra città»: le forze dell'ordine collaborano con gli istituti superiori per mostrare come viene gestita la sicurezza stradale. Settantasei ragazzi di quinta da 9 scuole, suddivisi in 6 serate, hanno accompagnato le pattuglie nell’attività di monitoraggio lungo le strade - sabato l'ultimo appuntamento. Alle 22 l’assessore Valter Muchetti accoglie al comando i 12 dello Sraffa e dell'Abba-Ballini: «L’obiettivo è formare cittadini consapevoli». ROBERTO MERLI, presidente dell’associazione CONdividere la strada, porta dati allarmanti: «Dopo un trend decrescente, nel 2018 i morti su strada sono aumentati: 86 vittime, di cui 23 pedoni». Elisa Daeder, commissario di polizia e responsabile dell’Ufficio educazione alla legalità, coordina la serata: «Questo tipo di educazione, attiva anziché frontale, è un investimento». Per gli alunni è guardarsi allo specchio: molti hanno appena ottenuto o otterranno presto la patente. «Mi interessa molto vedere come funzionano questi controlli… dall’altra parte» dice Nicola Stanga, Abba Ballini. Per Fadia Marianini, insegnante di diritto allo Sraffa, conta il fattore umano: «Spesso tra polizia e cittadini c'è antagonismo, ma solo perché si teme ciò che non si conosce. Vedendo i poliziotti in azione, i ragazzi capiranno che esistono per aiutarli, non ostacolarli». Indossate le pettorine si parte per via Valcamonica. Qui viene illustrato il funzionamento delle apparecchiature: Multaradar e Telelaser per rilevare la velocità, alcol blow ed etilometro per registrare il tasso alcolico. Gli studenti sbirciano anche nell'ambulanza della Croce Bianca. «Speriamo non ci sia bisogno di noi!» esclama la giovane volontaria Sofia Terlizzi, tra lo scherzoso e il serio. Desiderio esaudito: le ore trascorrono in relativa tranquillità. «Sfacciati» borbotta qualche studente di fronte alle macchine che, scorgendo la pattuglia, rallentano visibilmente. Il che va benissimo, precisa Daeder: «La nostra è prevenzione, non coercizione». I controlli casuali vanno per le lunghe, ma il motivo è sempre lo stesso: il libretto non si trova mai. I più lo ripescano in fondo al cruscotto, ma per chi non ce l'ha è prevista una sanzione, come per centinaia di infrazioni piccole e grandi. «Sapete che non si può mettere il cane davanti?» Fabrizio Melorio, sovrintendente alla polizia, ha appena fermato una donna che non solo ha sistemato il suo cucciolo sul sedile anteriore, ma ha addirittura legato il guinzaglio intorno alla leva del cambio. QUALCUNO risulta positivo all'alcol blow, ma sotto il livello di guardia, pari a 0.5. Sul tema alcol c'è particolare sensibilità: «Con 0.8 ti possono ritirare la patente. Un rischio che non voglio correre» afferma Alice Fracassi dell’Abba Ballini. «Il sabato vedo gente dopo la discoteca che sale in macchina ubriaca - confida Mattia Bekkar, Sraffa - ma con i miei amici ci organizziamo: a turno, uno guida e non beve». Tutti i presenti adottano questo accorgimento. «È molto più facile trovare quarantenni in stato di ebbrezza - conferma Daeder - l'educazione stradale con le nuove generazioni sta dando i suoi frutti». All'una il drappello si scioglie, è ora di tornare a casa. Ma l'avventura ha lasciato qualcosa: «Ho un'altra idea della polizia, adesso - confessa Stanga -: pensavo che i posti di blocco fossero fatti per multare, invece è una questione di prevenzione. E i poliziotti sono i primi che preferiscono evitarlo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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