«Strade, la nota
dolente». I residenti
vogliono di più

Laura MaestriMara MetelliErvas DinoiaVittorio GobbiGiulio DondioAlessandra VenturiniAngiolino BertolettiSalvatore IbbaSergio GattiValerio Rocchi
Laura MaestriMara MetelliErvas DinoiaVittorio GobbiGiulio DondioAlessandra VenturiniAngiolino BertolettiSalvatore IbbaSergio GattiValerio Rocchi
M.GIA. 22.05.2019

È partito con grande entusiasmo dei cittadini il viaggio itinerante di Bresciaoggi tra i mercati rionali per dar voce a problemi, lamentele e curiosità del territorio. La prima tappa a Casazza, e sono stati molti i residenti che hanno accolto con favore l’idea venendo a raccontare dubbi, perplessità e richieste. Uno fra tutti: la questione di un medico di guardia assente ormai da anni. «Sono circa tre anni che manca: una grave pecca visto che oltre il 40% dei residenti ha ormai superato i 60 anni», spiega Vittorio Gobbi, il più anziano membro del Consiglio di quartiere di Casazza. Ma non per tutti questo è un vero problema. «Ho deciso di restare con il dottore che prestava servizio qui: l’ho seguito in via Veneto. Quando ne ho bisogno prendo la bici e vado. Non ne faccio assolutamente un dramma. Nei quartieri limitrofi, anche solo attraversando via Triumplina, ce ne sono tantissimi», osserva invece Alessandra Venturini. «Vivo qui da sempre: non c’era nulla prima, solo campagna - ricorda Gobbi - Poi con l’urbanizzazione si è popolato ed oggi sono diverse le problematiche da affrontare, alcune anche con una certa urgenza. In buona parte del quartiere manca l’illuminazione, gli attraversamenti pedonali non ci sono specialmente in via Pisogne e via Montirolo e la raccolta dell’olio esausto con A2A, ogni martedì mattina qui al mercato, inizia troppo tardi dando una sensazione di disservizio». «NELLE ULTIME settimane con l’assessore alla Mobilità Federico Manzoni stiamo discutendo la questione della pista ciclabile – aggiunge Gobbi - Attualmente è prevista sulla carreggiata, ma noi, nonostante sia nella zona 30, preferiremmo che venga realizzata sul marciapiede, garantendo maggiore sicurezza ai ciclisti». Pista ciclabile: un altro tasto dolente. «Sono decenni che io e mio marito raccogliamo firme per una pista ciclabile che da Casazza si congiunga con quella che costeggia il fiume Mella senza dover per forza percorrere via Stretta: una strada che, proprio come dice il nome, non è sicura da affrontare in bici. Dovrebbe essere un compito prioritario del Comune garantire alle famiglie di uscire utilizzando un mezzo sostenibile senza aver paura di farsi seriamente del male», osserva Ervas Di Noia, residente nel quartiere da 44 anni, elencando altre situazioni di disagio. «Vai al parco Castelli di Mompiano e rimani piacevolmente colpito dai tanti giochi installati per i bambini. Tutti sono integri e funzionanti. Poi fai un giro nel nostro parco e la situazione è completamente opposta. Sono situazioni che non riesco proprio ad accettare: non è giusto far abituare i più piccoli a vivere nel degrado. Dovremmo imparare ad aver rispetto per le cose di tutti, ma purtroppo sembra impossibile cambiare la mentalità delle persone». UN PROBLEMA che va di pari passo con la presenza di pochissimi bimbi. «Non ci sono nascite. La maggior parte dei bambini che si vedono sono qui solo per stare con i nonni. Una volta che i genitori finiscono di lavorare vengono a riprenderli e vanno via - ammette Mara Metelli -. Una mancanza che si ripercuote anche sulle iscrizioni nelle scuole. Sono rimasta senza lavoro: insegnavo alla scuola elementare, ma non essendoci nuovi iscritti sono stati costretti a ridurre il numero delle sezioni, da due a una». Sorte peggiore è capitata all’istituto Fortuny: chiuso del tutto. «È davvero triste quando una scuola chiude, una sconfitta per tutti. Non ci sono giovani qui, quei pochi appena possono vanno via», sottolinea Laura Maestri. Un pensiero condiviso anche da Giulio Dondio: «I ragazzi non sono incentivati a restare qui, la maggior parte preferisce uscire a San Bartolomeo: è vicino ed è molto più vivo». Dopotutto, l’unica attività commerciale aperta la sera, fino alle 22, è una pizzeria sotto i portici di via Casazza: «Di giorno faccio anche servizio bar, ma siamo una pizzeria quindi, dopo cena, chiudo. I ragazzi non hanno un luogo di ritrovo se non l’oratorio», aggiunge il titolare Sergio Gatti. Ultimo tassello da aggiungere alla mattinata: le criticità nella viabilità. Il rifacimento delle strade dopo oltre un anno di stop ai cantieri è ripartito, ma secondo alcuni residenti c’è ancora molto da fare: «Le strade sono piene di buche, una in particolare: sono anni che è li, indisturbata, e non viene sistemata. Ma nonostante questo e la sosta selvaggia dei tifosi del Brescia quando gioca in casa, mi piace stare qui. Sono arrivato 47 anni fa, quando c’era ben poco: prima sicuramente si aveva meno ma si viveva meglio ma, nonostante tutto, è un quartiere gradevole», ammette Salvatore Ibba. Una nota positiva tra le varie lamentele: la tranquillità del quartiere non è mai stata messa in discussione anche se per il signor Angiolino Bertoletti i tempi sono cambiati rispetto al passato. «Purtroppo siamo stati vittime di qualche furto in casa di troppo - spiega - Una cosa molto fastidiosa per noi abituati a vivere tranquilli nelle nostre abitazioni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA