Sikh, in 35mila sfilano al corteo per la ricorrenza del Vaisakhi

La folla colorata di persone  nel sottopasso di via DalmaziaL’esibizione di un giovane Sikh durante il corteo religioso che si è snodato per la città  SERVIZIO FOTOLIVEDa record il numero di persone che hanno partecipato al corteo
La folla colorata di persone nel sottopasso di via DalmaziaL’esibizione di un giovane Sikh durante il corteo religioso che si è snodato per la città SERVIZIO FOTOLIVEDa record il numero di persone che hanno partecipato al corteo
Irene Panighetti 21.04.2019

Sotto un sole più che primaverile la festa del Vaisakhi ha attirato ieri a Brescia oltre 35mila Sikh provenienti da tutto il Norditalia, per celebrare questa ricorrenza religiosa importante perché dedicata alla nascita stessa del sikhismo. Con gli abiti della festa migliaia di Sikh hanno riempito il piazzale dell’Iveco, punto conclusivo della processione iniziata in via Corsica attorno alle 14 e proseguita attraverso le periferiche. Parchi e aree verdi adiacenti al percorso sono stati presi d’assalto da donne in abiti coloratissimi, uomini e ragazzini con il turbante e in molti con i piedi scalzi, in segno di umiltà e di uguaglianza tra tutte le persone. AFFOLLATI i numerosi punti di ristoro, dove venivano offerti piatti tradizionali indiani, soprattutto a base di riso e verdure speziate, ma anche gelati e bibite, tra cui particolarmente gradita l’acqua fresca aromatizzata alla rosa. Tutti venivano invitati ai banchetti, con particolare attenzione ai bresciani, che per la verità non sono stati in tanti. Non c’erano spade o pugnali, simboli religiosi importanti ma che non sono stati esibiti in seguito all’appello che gli organizzatori avevano lanciato nei giorni precedenti, per evitare problemi e dissidi con le leggi italiane. Solo sul primo dei numerosi carri allegorici c’erano le alte cariche religiose con il kirpan, la spada appunto, a scorta simbolica del libro sacro. E su uno dei carri sventolava la bandiera della pace. Attorno alle 17.30 il corteo è giunto in un gremito piazzale dell’Iveco, dove era stato allestito il palco per le preghiere e i saluti degli ospiti: in primis dell’amministrazione comunale, rappresenta dall’assessore Marco Fenaroli, tessitore di relazioni le quali «non senza fatica, permettono di arrivare a manifestazioni come questa, che ci dice del radicamento degli indiani nel nostro territorio». «La nostra provincia ha dimostrato di saper mettere in dialogo le tante associazioni Sikh presenti – ha aggiunto Driss Ennya della Cgil – alle quali lancio il mio appello: siate presenti nella vita della città anche in occasioni non religiose e incentrate sui diritti, come la manifestazione che si terrà il 4 maggio a Brescia. Mi auguro che siate in tanti come lo siete oggi». Sul palco anche Anne Zell, la pastora della chiesa valdese: «In questa festa della vita – ha dichiarato - porto il saluto della nostra comunità nel rispetto delle differenze». IL LAVORO DI CURA del dialogo è anche alla base della costruzione del primo «tempio» Sikh in città, per il quale, in via Industriale, sono iniziati i lavori ai primi di Aprile e che dovrebbe essere pronto il prossimo mese. Non sarà un tempio vero e proprio, ma la sede di un’associazione culturale dei Sikh. Soddisfatto per questo risultato e per la festa di ieri Kang Sukhdev Sindgh, presidente della Indian sikh community Italy di Gavardo, una delle realtà più attive anche nell’organizzazione della processione del Vaisakhi. Il presidente non manca però di evidenziare qualche nota critica. Il fatto che alla festa abbiano partecipato sikh provenienti da altre province ha creato inutili congestioni con problemi al traffico. È mancato anche il controllo sul cibo venduto nei circa 40 banchi. Per il futuro Kang invita a partecipare solo i sikh residenti nel Bresciano. •

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