Si spoglia davanti a
una bimba. Operaio
condannato a 1 anno

A individuare il bresciano sono stati i carabinieri della stazione di Lamarmora
A individuare il bresciano sono stati i carabinieri della stazione di Lamarmora
Paolo Cittadini 19.03.2019

Lo aveva riconosciuto subito quando l’8 ottobre del 2015 con la mamma era andata a denunciare ai carabinieri quello che le era successo il giorno prima nelle vie del Villaggio Sereno. «È lui l’uomo che ieri mi ha bloccato mentre andavo in bicicletta- aveva raccontato la bambina che allora aveva solo 11 anni - Quando sono riuscita a liberarmi mi sono girata e l’ho visto con i pantaloni e gli slip abbassati. Ho avuto paura e sono fuggita». La ragazzina lo ha riconosciuto anche nell’aula protetta del tribunale di Brescia dove è stata sentita nel corso del processo a carico del 53enne bresciano (sposato e padre) finito alla sbarra con l’accusa di atti osceni e per non avere rispettato il divieto di fare rientro a Brescia che nel 2013 il questore aveva emesso nei suoi confronti. L’UOMO, un operaio residente in provincia e già in passato finito nei guai per reati a sfondo sessuale, è stato condannato a un anno di reclusione. Per lui la pubblica accusa aveva chiesto quattordici mesi di reclusione oltre a due anni di libertà vigilata una volta scontata la pena. Tutto era accaduto in un pomeriggio di ottobre quando la bambina era a casa dei nonni al Villaggio Sereno. Una volta terminati i compiti, la ragazzina era uscita in bici per una commissione. «Stavo andando a comprare il pane come mi aveva chiesto la nonna - aveva raccontato allora ai carabinieri confermando il tutto durante l’audizione protetta - Appena dietro l’oratorio Una autovettura scura mi ha superata e si è fermata poco più avanti. Da lì è sceso un uomo che mi si è parato davanti e dopo avere bloccato il manubrio ha iniziato a chiedermi dove fosse la scuole e il bar. Non gli ho risposto e sono riuscita a divincolarmi». LA BAMBINA dopo qualche pedalata si era girata per vedere se l’uomo la stava inseguendo e si era accorta che il 53enne aveva i pantaloni e le mutande abbassate. La bambina era tornata a casa e aveva raccontato tutto alla madre. Il giorno dopo ai carabinieri della stazione di Lamarmora non solo aveva descritto l’aspetto fisico dell’uomo che l’aveva bloccata, ma aveva ricordato anche il coloro e il modello dell’auto oltre a una lettera della targa. Incrociando i dati con quelli relativi a soggetti già in passato finiti nei guai per molestie era così comparso il nome del 53enne. «Non so perché mi accusi - ha sostenuto in aula l’operaio - Quell’auto mi era stata rubata mesi prima e in più quel giorno ero a casa da solo per fare dei lavori al giardino di una vicina, poi sono stato da mia sorella. A Brescia non ci sono mai stato». •