Rientro a scuola,
le superiori
«in affanno»

Per molti studenti anche bresciani dovrà continuare l’esperienza della didattica a distanza
Per molti studenti anche bresciani dovrà continuare l’esperienza della didattica a distanza
Magda Biglia30.06.2020

Le linee guida ministeriali per ripresa della scuola a settembre sono arrivate in ritardo, ormai è stato detto da tutti. Ora il tempo stringe anche per la Provincia, competente per superiori, restano luglio e agosto per i cosiddetti lavori di «edilizia leggera» utili a rendere sicura la presenza. UNA PRESENZA che ai ragazzi più grandi non potrà quasi certamente essere garantita in toto, vuoi per gli spazi, vuoi per i trasporti. La didattica a distanza risolverà parecchi problemi, non tutti, e l’intento è di limitarla il più possibile. Entro venerdì il Broletto deve fare domanda per ottenere dal Governo 2 milioni, in base ai criteri fissati per la distribuzione dei fondi scolastici (fra cui il numero degli studenti), soldi che consentiranno gli interventi necessari in città e provincia. «La situazione è variegata. Alcuni istituti dispongono di volumetrie, altri sono in grande difficoltà, con un’ altissima mole di iscritti. Il problema è che soluzioni esterne sono pressoché impossibili da trovare, di nostro abbiamo poco o niente. In città c’è pure il Comune alle prese con la ricerca di dependance», spiega il consigliere provinciale Filippo Ferrari, con delega al settore. Infatti oggi l’assessore comunale Fabio Capra, con il collega Valter Muchetti, incontreranno i dirigenti del I ciclo perché alla Loggia andranno probabilmente dagli 800 mila euro al milione dei contributi romani e vanno calendarizzati pure i lavori comunali. Un’iniziativa della Provincia è però già avviata, finanziata dall’ente con risorse proprie. «Su segnalazione di alcune scuole, anche cittadine, abbiamo deciso di potenziare o fare ex novo la connettività per le lezioni a distanza. Abbiamo sentito i tre gestori attivi, Intred, Fastweb, Tim, chiedendo loro di farci una proposta, poi partiremo con la gara perché la spesa sarà superiore ai 100mila euro», riferisce Ferrari. Intanto, è partita la corsa per spendere al volo i 6,9 milioni in due anni della legge regionale 9 del 2020 (Interventi per la ripresa economica), destinati per 4,2 al settore scolastico e 2,7 alle strade. Per non perderli i progetti devono essere cantierabili entro la fine di ottobre. «Ce la faremo, e saremo in pochi a farcela, perché avevamo i progetti, anche esecutivi, già pronti. Uno, quello per l’alberghiero Caterina De Medici di Desenzano, era già in partenza con fondi provinciali pari a 1,3 milioni che adesso indirizzeremo ad altro; gli altri erano in bilancio, previsti ma non finanziati, in attesa appunto di bandi o di alienazioni. Gli uffici stanno facendo miracoli»,fa sapere Ferrari. Nel capoluogo la cifra più alta, 1,250 milioni va per la palestra del De Andrè, cifra consistente come il milione e 300 mila per l’ampliamento dell’Ipssar benacense Caterina De Medici.Poi vengono i serramenti dell’ Iis Lunardi, 110.mila, e l’efficientamento energetico dell’Iis Castelli, 124 mila. Il miglioramento energetico tocca nel territorio gli Iis Cerebotani di Lonato e Antonietti di Iseo, col professionale Dandolo di Corzano per 123 mila euro; riguarda, con l’antincendio, l’Iis Battisti di Salò, 120 mila, il Cossali di Orzinuovi e il Pascal di Manerbio per un totale di 128 mila. Al Cossali saranno anche rifatti i radiatori assieme agli Iis Gigli di Rovato e Levi di Sarezzo per un totale di 120 mila. Al Levi vanno anche 130 mila euro per la messa in sicurezza di depositi e spogliatoi della palestra. La terza grossa cifra, oltre 670 mila euro, va all’Iis Bonsignori di Remedello per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico. Infine 130 mila euro saranno spesi in vari istituti per le normative antincendio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA