Redditi Loggia: Cantoni è l’assessore paperone

Giuseppe Spatola 25.01.2020

Tra gli scranni di Palazzo Loggia vince la trasparenza. Basta navigare sul sito del Comune per scoprire redditi e patrimonio degli amministratori disponibili online, nella pagina dedicata al singolo assessore o al singolo consigliere. Così i 730 della Giunta non hanno segreti come i curricula e il patrimonio dichiarato. Nella dichiarazione del 2019 con i redditi riferiti al 2018, il sindaco Emilio Del Bono ha dichiarato 75.463 euro mentre la sua vice Laura Castelletti raggiunge un reddito imponibile di 44.428 euro. Ma il vero paperone della giunta è l’assessore Alessandro Cantoni che con i suoi 218.899 euro dichiarati nel 2019 stacca tutti nella classifica dei redditi. I colleghi Fabio Capra (59.108), Miriam Cominelli (33249) e Marco Fenaroli (75.701) sono ben lontani dall’insidiare il record di Cantoni. Lo stesso accade per Federico Manzoni (39.791), Roberta Morelli (70.567), Valter Muchetti (46.083) e Michela Tiboni (71.138). Alla giunta è riconosciuta un’indennità di carica di 5.929 euro al mese per il sindaco, 3.557 per gli assessori, 1.778 euro nel caso siano dipendenti che non hanno chiesto l’aspettativa. Tutte cifre lorde. I REDDITI sono messi on line dal 12 maggio 2014 quando il consiglio comunale ha approvato il «Regolamento sugli obblighi di comunicazione e trasparenza» a cui sono tenuti gli amministratori ma anche i rappresentanti delle società controllate. Per questo sia sindaco che assessori e consiglieri devono trasmettere il proprio stato patrimoniale, copia della dichirazazione dei redditi, curriculum, informazioni sui compensi relativi alla carica e il resoconto delle spese sostenute in campagna elettorale. Per chi non ottempera agli obblighi di trasparenza si prevedono anche sanzioni salate da un minimo di 2mila euro a un massimo di 9mila, con possibilità di pagamento ridotto entro 60 giorni dalla notifica (in questo caso si va da 1.500 a 3.000 euro). RISPETTO ai redditi della vecchia Giunta, a parte il caso cantoni, le cifre sono rimaste invariate. Ad esempio nel 2015 con anno di imposta riferito al 2014 in giunta nessuno superava la soglia dei 100mila euro. Cosa che nell’anno di imposta 2013 riuscirono a fare due vecchi assessori come Felice Scalvini e Paolo Panteghini. Il costo del consiglio comunale che nel 2019 ha svolto 13 sedute per un totale di 90,41 ore di lavori del consiglio comunale, a cui vanno sommate 15 riunioni dei capigruppo (24 ore) e 98 sedute di commissione è stato di 35.417,76 euro (consiglio) e 103.836,32 euro (commissioni). Ai consiglieri comunali è infatti attribuito un gettone di presenza di 92,96 euro lordi per ogni seduta di consiglio o commissione. Tra i consiglieri il record spetta a Gianpaolo Natali di FdI che ha dichiarato 192.717 euro seguito da Donatella Albini di Sinistra a Brescia che ha dichiarato 119.313 euro. Il presidente del consiglio Roberto Cammarata (Pd) si è fermato a 37.926 euro mentre il candidato sindaco del centrodestra Paola Vilardi (Fi) ha dichiarato 32.105 euro. Ultimo in classifica il leghista Davide Giori Cappellutti che nella dichiarazione del 2018 aveva messo a reddito 7.911 euro. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it