Redditi dei
parlamentari:
Volpi è il più ricco

Cinzia Reboni 19.04.2019

La politica non è più «roba da ricchi». Almeno nel Bresciano. I tempi dei redditi a sei zeri degli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama sono finiti. Lo scorso anno Gregorio Gitti aveva dichiarato per il 2016 un imponibile di 1.740.320 euro. Una cifra superiore alla somma di tutti i redditi degli altri colleghi parlamentari bresciani in carica. Uscito di scena l’esponente del Pd, la classifica dei «paperoni» si gioca su cifre decisamente più contenute. A guidare l’elenco pubblicato ieri sul sito del Parlamento, relativo alle dichiarazioni del 2017 è il leghista Raffaele Volpi, geometra, con 127.096 euro, 543 in meno rispetto all’anno precedente. Seguono a distanza ravvicinata Marina Berlinghieri, insegnante di Pisogne, e l’avvocato bresciano Alfredo Bazoli, entrambi del Pd, rispettivamente con 123.997 e 123.983 euro. Al quarto posto un altro rappresentante del Carroccio, Simona Bordonali, con un imponibile di 101.844 euro. Si scende poi sotto «quota 100» con Claudio Cominardi del Movimento 5 Stelle - 97.319 euro il reddito dichiarato dal parlamentare originario di Calcinate, 19 euro in meno rispetto al 2016 - e Mariastella Gelmini con 95.572 euro: anche per lei un reddito inferiore di 1.431 euro sull’anno precedente. Meno della metà rispetto a quanto dichiarato dal leader di Forza Italia è la cifra del leghista Giuseppe Donina di Breno: 40.429 euro. Importo ulteriormente «dimezzato» per Eva Lorenzoni di Gambara, con 21.417 euro. Chiude la graduatoria dei deputati un altro leghista, Paolo Formentini, ex vicesindaco di Desenzano: nel 2017 ha guadagnato 13.879 euro. TRA I SENATORI, è l’avvocato bresciano Adriano Paroli di Forza Italia a guidare la classifica con 115.819 euro di imponibile. Segue il leghista Stefano Borghesi, dottore commercialista di Sarezzo, con 96.367 euro, in linea con l’anno precedente (soltanto 132 euro di differenza). Quindi il pentastellato Vito Crimi con 86.356 euro. Il senatore parlemitano a Brescia dal 2000, nel 2012 aveva dichiarato 23.416 euro, lo stipendio guadagnato come impiegato amministrativo alla Corte d’appello. Distante anni luce l’ultimo bresciano della lista, l’imprenditore orceano Gianpietro Maffoni di Fdl: soltanto 7.848 euro. IL RAFFRONTO con i «big» della politica è inevitabile: Bazoli, Berlinghieri e Paroli guadagnano più del vicepremier Matteo Salvini (102.402 euro, ai quali andrebbero comunque aggiunti oltre 13 mila euro per «altre attività» e il valore di 3.500 azioni di A2A, 250 di Acea, 392 di Enel e 3.094 di Big Selection). Simona Bordonali ha un reddito più alto del vicepremier Luigi Di Maio (98.471 euro). Cominardi, Borghesi e la Gelmini sono «allineati» ai redditi del presidente della Camera Roberto Fico, che ha dichiarato 98.470 euro. Ma i veri «ricchi» sono altri: il senatore di Fi Adriano Galliani, ex Ad del Milan, ha dichiarato al fisco 10 milioni 698 mila 939 euro. Lo segue un altro esponente azzurro, il deputato Antonio Angelucci, con 6 milioni 230 mila euro. Quindi il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno con 2.833.488 euro, il senatore a vita Renzo Piano con 2 milioni e 407 mila euro in Francia, più 395.185 euro in Italia. Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, ha dichiarato un reddito di 2 milioni e 112 mila euro. Briciole, se confrontate con il reddito del «paperon de’ paperoni» della politica italiana: Silvio Berlusconi - censito in quanto dirigente di partito - nel 2018 ha dichiarato 48 milioni e 11.267 euro. •