«Presa in carico? La facciamo da anni»

Per i cronici nuovo modello di cura
Per i cronici nuovo modello di cura
19.07.2018

Venerdì scorso durante la sua visita a Brescia l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera aveva espresso preoccupazione per la mancata adesione della maggioranza dei medici di medicina generale (mmg) alla riforma sulla cosiddetta «presa in carico» dei pazienti cronici, tanto da ipotizzare la necessità, per gli assistiti, di essere seguiti da altri professionisti. Un allarme che viene smentito da un gruppo di medici di famiglia bresciani che in un documento sottolineano che «non è affatto detto che i pazienti debbano rivolgersi ad altri medici per ricevere cure efficaci, di qualità e continuative, qualora il proprio medico non partecipi alla presa in carico. Lo dimostrano fatti ben noti; dal 2006 nell’Asl (oggi Ats) di Brescia la gestione delle patologie croniche è ispirata ai Percorsi Diagnostico Terapeutici e Assistenziali applicati dalla maggioranza dei medici. Grazie alla lungimiranza della Dirigenza Ats nella persona del suo direttore generale Carmelo Scarcella, e alla fiducia nella professionalità dei mmg, è stato realizzato un modello organizzativo unico nel suo genere, a cui ha aderito l’80% dei professionisti, che garantisce a tutti i cronici elevati standard assistenziali». A BRESCIA le adesioni dei pazienti ai Gestori ospedalieri della presa in carico, nella persona del Clinical Manager in alternativa al mmg, sono state scarse: secondo i dati Ats al 27 giugno, su oltre 100mila potenziali utenti, solo 504 hanno scelto come Gestore il Civile e 223 le strutture private. Per i medici firmatari del documento «questo risultato è facilmente interpretabile: gli assistiti cronici bresciani sono già stati presi in carico e curati dal proprio mmg da lungo tempo, secondo le regole di buona pratica clinica, e quindi non hanno ravvisato la necessità di rivolgersi ad altri, se non per situazioni di particolare complessità». In conclusione, «i malati cronici possono stare tranquilli - si legge -: il rischio di un possibile venir meno della qualità delle cure a Brescia è assai remoto perché gli attuali standard assistenziali saranno garantiti a tutti gli assistiti indistintamente, che accettino o meno la presa in carico. Insomma per i pazienti nulla cambia e continueranno a essere curati con le stesse modalità degli ultimi anni». Il documento è stato firmato Marialuisa Badessi (Nuvolera), Giuseppe Belleri (Flero), Francesco Bondioli (Brescia), Iside Maria Bono (Brandico), Annamaria Bottanelli (Collebeato), Roberto Cocconcelli (Gussago), Barbara Felisetti (Capriano), Adriana Loglio (Brescia), Gian Franco Michelini (Travagliato), Luigi Pialorsi (Rezzato), Gianni Piazza (Botticino), Dario Pontoglio (Palazzolo), Mara Rozzi (Brescia), Gian Paolo Smillovich (Botticino), Alessandro Zadra (Brione). •