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Per la Poliambulanza è stato un periodo di forte stress: ora il lento ritorno alla normalità
Per la Poliambulanza è stato un periodo di forte stress: ora il lento ritorno alla normalità
Lisa Cesco02.07.2020

Da giugno in Poliambulanza sono ripartite tutte le attività chirurgiche, ambulatoriali e di degenza. Si stanno riprogrammando gli appuntamenti annullati durante l’emergenza, con la possibilità di visite serali e nel week-end per contenere i tempi di attesa. Un intervento necessario, dato che l’ospedale bresciano, durante l’emergenza Covid, ha sospeso il 90 per cento delle attività ordinarie per riconvertire letti e reparti. «Gli ultimi quattro mesi hanno visto Poliambulanza operare in prima linea sul fronte dell’emergenza, in piena collaborazione con gli istituti del Servizio Sanitario Nazionale, tanto da qualificarsi tra le strutture che hanno messo a disposizione il maggior numero di posti letto per pazienti Covid-19 – dice Alessandro Triboldi, direttore generale di Fondazione Poliambulanza -. È stato un periodo complesso che ha richiesto il massimo dispiegamento delle risorse e un enorme impegno da parte di tutto il personale, che ha accolto la sfida senza alcuna esitazione». «Un contributo quantificabile in ben 7 milioni di uscite di cassa aggiuntive per personale e fornitori, in un bimestre in cui abbiamo registrato un forte ridimensionamento dei ricavi – prosegue -. Il nostro impegno tuttavia non si è ancora concluso. Per rispettare il distanziamento sociale e diminuire le liste d’attesa che si sono create e che si aggiungono a quelle precedenti, stiamo allungando gli orari in cui i pazienti possono fruire dei nostri servizi. Questo significa che il personale sanitario, che ha lavorato duramente nella fase emergenziale, dovrà continuare a farlo». SONO OLTRE 2 MILA i pazienti Covid presi in cura da Poliambulanza durante la fase più critica dell’epidemia, dal 20 febbraio al 30 aprile, di cui 182 in Terapia Intensiva. Il picco delle presenze si è avuto tra il 20 e il 21 marzo, con 427 contagiati presenti contemporaneamente in struttura. Numeri che danno conto dell’impegno organizzativo messo in campo, con l’allestimento di 78 posti letto di Terapia Intensiva, rispetto ai 16 prima dell’emergenza, e l’utilizzo giornaliero di 10.800 litri di ossigeno a fronte dei soli 560 litri dei periodi pre-Covid. Ora si torna lentamente alla normalità per un ospedale che annualmente ricovera quasi 32 mila pazienti, registra circa 420 mila accessi per l’attività ambulatoriale, oltre 20 mila operazioni chirurgiche, 87 mila accessi in Pronto soccorso (con una media di 238 al giorno), 2.752 bambini nati: questi i numeri del 2019 che emergono dal Bilancio sociale di Poliambulanza, che ha chiuso lo scorso anno con 183 milioni di fatturato e oltre 36 milioni di investimenti negli ultimi tre anni, forte dell’impegno dei 1993 collaboratori in servizio, che nel momento dell’emergenza, come in fase di ripartenza, si sono messi in gioco con senso di responsabilità e dedizione. A questo patrimonio ricco di talenti, vocazioni, attitudini, abnegazione, competenza si richiama il presidente di Fondazione Poliambulanza, Mario Taccolini, ricordando la mission dell’istituto ospedaliero, «capace di valicare le difficili contingenze e le inedite emergenze – sottolinea Taccolini -, proprio in ragione e grazie ad una storia che viene da molto lontano, ma che sa volgersi con lungimiranza al futuro, con fiducia e speranza, sempre». Un lento ritorno alla normalità dopo i mesi del Covid che hanno impegnato i reparti a lottare contro la grande pandemia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA