«Parchi inquinati,
valori alti. La Loggia
non è trasparente»

Il parco di via Parenzo secondo i rilevamenti Arpa presente valori alti di diossina
Il parco di via Parenzo secondo i rilevamenti Arpa presente valori alti di diossina
Eugenio Barboglio 14.02.2020

L’assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli, qualche giorno fa, aveva convocato una conferenza stampa «tranquillizzante». Le misure di tutela in vigore sui parchi «gialli» di via Livorno, via Fura, via Cacciamali e via Parenzo, sono sufficienti. Così aveva risposto al Comune l’Istituto Superiore della Sanità sulla base dei dati raccolti sui terreni dai carotaggi dell’Arpa. Dati che però, in conferenza stampa, non erano stati resi noti. Il Movimento 5 Stelle però questi dati ora li ha, e sarebbero tutt’altro che tranquillizzanti. Ed è probabilmente per questo motivo, ragionano i «grillini», che il Comune non li ha forniti. L’accusa del M5S è insomma di poca trasparenza e di denuncia di una situazione che sarebbe peggio di quello che in Loggia vogliono far sembrare. I dati sull’inquinamento dei parchi a sud della città li ha richiesti al Pirellone, con accesso agli atti, il consigliere regionale Ferdinando Alberti. E alla luce di questi dati, il problema della trasparenza del Comune ai pentastellati appare perfino secondario: c’è anche e soprattutto quello di valori di diossina alti. «I documenti contengono le caratterizzazioni effettuate da Arpa tra novembre e dicembre 2018, ed una comparazione con i dati ottenuti dalle caratterizzazioni svolte dal laboratorio privato Sca srl per conto del Comune di Brescia. I valori di inquinanti presenti nei terreni dei parchi risultano essere in linea, nella maggior parte dei casi, con i valori misurati nel lontano 2004. Il dato più allarmante, però, è rappresentato dai valori di diossina nel Parco di via Parenzo, pari a 91.5 ngl-TEQ/kg ss, molto più alti di quelli finora conosciuti e nove volte superiori a valori limite di leggge (10 ng l-TEQ/kg ss)». Ghidini sottolinea che nel Parco di via Parenzo «il Comune di Brescia consente tranquillamente l’accesso e l’attività ludica dei bambini». E ANCORA: per il Cinquestelle c’è una sospetta discrepanza tra i dati di Sca srl e di Arpa. Per alcuni inquinanti i primi certificati da Sca per conto del Comune non supererebbero i valori soglia, superati invece nelle analisi di Arpa: è ad esempio il caso del Pcb nel parco di via Cacciamali. Ma non solo: i 5S denunciano che le indagini di Arpa hanno rilevato la presenza nei parchi di materiale antropico di varia natura, in alcuni casi contenente sostanze molto pericolose, come l’amianto nel parco di Via Livorno». Alla luce di questi documenti cosa dice il Movimento 5 Stelle? Dice «che il Comune di Brescia, al contrario di quanto va sostenendo da tempo, è in possesso delle caratterizzazioni dei parchi gialli da diversi mesi; che poichè i valori di inquinanti misurati nel luglio 2019 risultano sostanzialmente invariati rispetto a quelli del 2004, non vi è stata nessuna diminuzione sensibile in 15 anni; che il Comune non ha mai ritenuto corretto rendere pubblici i valori di inquinanti presenti nei parchi, mancando profondamente di trasparenza nei confronti dei cittadini; che la conferenza stampa del 4 febbraio è stata alquanto bizzarra, visto che ha voluto tranquillizzare i cittadini sulla totale assenza di rischi nei parchi gialli, ma non ha fornito alla stampa e alla cittadinanza alcun dato». Il consigliere della Loggia, Ghidini, tutte queste cose le chiede al sindaco in un’interrogazione. L’assessore Cominelli pensa di averle già date nella sostanza le risposte che cercano i Cinquestelle: nella conferenza stampa del 4. «Intanto una premessa: i dati non li abbiamo da luglio ma da dicembre. Se non li abbiamo presentati in conferenza stampa è perchè sono tantissimi e non ha senso fornirli grezzi, semmai dentro un percorso di tutela che è quello figlio della lettura dell’Istituto superiore di Sanità, e di bonifica poi. A noi interessava chiarire che non c’è pericolo per la salute e che le ordinanze del sindaco sono adeguate. E questo ce lo ha spiegato l’Iss e noi lo abbiamo riferito ai cittadini. Se i Cinquestelle pensano di mettere in discussione autorità come l’Iss lo facciano pure ma si prendano la responsabilità». Nessuna opacità, dunque, da parte della Loggia, e nessuna menzogna: «Anche questo stupirsi che i dati non siano cambiati dal 2004 ad oggi..., per forza non ci sono state bonifiche!». INFINE I VALORI della diossina alti in via Parenzo e l’amianto, un allarme fuori luogo per Cominelli: «Ripeto, quei Valori li ha visti anche l’Iss, eppure ha detto che la sicurezza è assicurata dalle ordinanze». Quanto ai risultati delle indagini di Sca «sono validati da Arpa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA