Maxi-frode fiscale
da 500 milioni:
preso in Brasile

Inquirenti e investigatori alla conferenza stampa, a Brescia,  sulla maxi frode, nel febbraio scorso
Inquirenti e investigatori alla conferenza stampa, a Brescia, sulla maxi frode, nel febbraio scorso
Mario Pari30.11.2020

L’operazione era venuta alla ribalta delle cronache nel mese di febbraio scorso, quando vennero eseguite quasi tutte le misure cautelari firmate dal gip del tribunale di Brescia. Quasi tutte: all’appello mancava, ad esempio, Roberto Guerini, commercialista bresciano di 60 anni. Un vuoto, quello relativo a Guerini, che nei giorni scorsi è stato colmato. Il professionista è stato arrestato in Brasile. Le autorità giudiziarie italiane ne hanno già chiesto l’estradizione. DELL’OPERAZIONE ha riferito anche la stampa brasiliana, mettendo in evidenza, tra l’altro l’entità della frode fiscale, sulla base della ricostruzione degli inquirenti: 500 milioni di euro, che ne avrebbero fruttati 80. Il mezzo miliardo sarebbe finito al centro di movimenti anche internazionali e gli indagati della maxi inchiesta, coordinata dal pm Claudia Passalacqua della Procura di Brescia e condotta dalla Finanza di Brescia sono in totale 86. Un’attività d’indagine, quella condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia, grazie a cui sarebbero emersi il giro di fatture false e crediti d’imposta fittizi. Due piaghe del Bresciano a cui le Fiamme Gialle e la procura sferrano spesso duri colpi. E l’operazione in questione è certamente uno di questi. Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti, tra gli altri, commercialisti, avvocati e un religioso. Sulla base della ricostruzione accusatoria, avrebbe ricoperto un ruolo particolarmente rilevante uno studio professionale bresciano che avrebbe prodotto servizi tributari illeciti. Determinanti, in merito, centinaia di società di comodo che avrebbero creato crediti fittizi e fatture false, destinati ad essere venduti agli imprenditori interessati attraverso alcuni professionisti. Roberto Guerini, secondo quanto riferito dalla testata brasiliana «La Folha de S. Paulo» è stato arrestato dalla Polizia Federale brasiliana a Sirinhaém, città a 76 chilometri da Recife. Secondo quanto trapelato sarebbe stato arrestato in spiaggia e determinanti si sarebbero rivelate le intercettazioni su una scheda brasiliana. Un’indagine d’intelligence in cui è stato importante il ruolo di Interpol e Aise e della Guardia di Finanza. Per quanto riguarda le Fiamme Gialle, l’attività ha potuto contare sull’apporto dei vertici nazionali, ma, evidentemente anche degli investigatori bresciani. E questo vale per la Procura di Brescia. Un’importante indagine quindi finalizzata ad assicurare alla giustizia una persona destinataria di misura cautelare. Una delle 22 con destinatari coinvolti a vario titolo nelle indagini e finiti al centro dell’ordinanza del gip Carlo Amedeo Bianchetti. Ora, per quanto riguarda Roberto Guerini, è già stata avanzata la richiesta d’estradizione e si attende la risposta della magistratura brasiliana. Questo anche per quanto riguarda i tempi. Un tassello importante, quindi in un’indagine decisamente rilevante. • © RIPRODUZIONE RISERVATA