Matrimoni fuori dal...Comune L’ex sindaco Groli a processo

Rinvio a giudizio, per l’ex sindaco di Castenedolo Giambattista Groli, per una vicenda di matrimoni
Rinvio a giudizio, per l’ex sindaco di Castenedolo Giambattista Groli, per una vicenda di matrimoni
Mario Pari 09.11.2019

Sarà processato in primavera per i matrimoni celebrati in luoghi che erano al di fuori del territorio comunale. Ma non solo. A giudizio l’ex sindaco di Castenedolo Giambattista Groli andrà anche per le piccole somme ricevute per la celebrazione del matrimonio e per aver portato all’esterno la documentazione, sotto forma di libri necessaria alla celebrazione civile. IL RINVIO A GIUDIZIO è stato deciso ieri e il processo inizierà in aprile, a distanza di anni dalla celebrazione dei matrimoni in questione. Nel mirino della giustizia è finita, questo va precisato, una prassi sempre più diffusa. Quella della celebrazione dei matrimoni civili in ristoranti o luoghi considerati di particolare bellezza, per fare in modo che il ricordo di quel giorno sia ancora più toccante e l’album di nozze possa contare su scorci suggestivi. Questo, è quanto si è appreso, sarebbe successo anche a Castenedolo. Sarebbero stati parecchi in sostanza i matrimoni celebrati al di fuori del territorio comunale, dall’ex primo cittadino Giambattista Groli. E per ogni cerimonia sarebbe stata versata una piccola somma, in segno di riconoscimento verso la disponibilità dell’allora sindaco. Questo però, secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe peculato, perché la somma non è stata mai depositata sui conti comunali. Ma, secondo quanto si è potuto apprendere, tali somme non sarebbero mai finite nelle tasche dei privati, ma utilizzate per il bene pubblico: dalle bollette da pagare ai più bisognosi, alle necessità e iniziative di vario genere, tra le quali anche gli incontri organizzati ormai da decenni a Castenedolo su temi d’attualità. La mancata contabilizzazione nelle entrate comunali però avrebbe fatto sì che s’ipotizzasse il reato di peculato, con conseguente richiesta di rinvio a giudizio, accolta nell’udienza di ieri. Tutto, però, secondo l’ex primo cittadino, è documentato. Le offerte degli sposi «sono state destinate alle necessità del comune». C’è poi il tema dei libri comunali portati all’esterno del territorio comunale e in questo caso l’ipotesi di reato è di falso. Quei matrimoni quindi finiranno in un’aula di tribunale, secondo quanto è stato disposto ieri dal gup. E dall’altare si passerà al giudizio per tre ipotesi di reato: abuso d’ufficio, peculato, falso. Reati che solitamente nulla hanno a che fare con i matrimoni. Ma ora la giustizia vuole far luce su quella che è sempre più una prassi. Il gup ritiene che ci siano degli aspetti da approfondire a livello processuale. E questo avverrà nell’aprile prossimo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 6 >