«Ma la Lega e Salvini non volevano abolire i prefetti?»

Il sindaco Del Bono con il neo prefetto  Visconti in LoggiaSindaco e prefetto davanti alla stele di piazza Loggia
Il sindaco Del Bono con il neo prefetto Visconti in LoggiaSindaco e prefetto davanti alla stele di piazza Loggia
Riccardo Bormioli 20.04.2019

Siamo sinceri: il commento più incisivo, tra i tanti che si sono sentiti e letti dopo la contestata direttiva Salvini sul degrado delle città e su come affrontarlo, lo fa proprio il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. «Ma la Lega e Salvini - dice al telefono il primo cittadino - non volevano l’abolizione dei prefetti? Non dicevano che erano inutili? Hanno cambiato idea? Vogliono abolire i sindaci?». Le critiche di Del Bono si aggiungono a quelle di tanti altri sindaci che in questi giorni hanno manifestato più di una contrarietà rispetto alla direttiva del ministro degli Interni che di fatto affida ai Prefetti il compito di individuare le aree degradate dei singoli centri urbani e di intervenire per riportare ordine e decoro laddove sia necessario. Di fatto, come hanno rilevato molti sindaci, compreso il nostro, sostituendosi alle amministrazioni comunali. «Un fatto grave - aggiunge Del Bono -, perché così si finisce per cancellare lo stesso voto dei cittadini. Diverso è parlare di collaborazione tra amministrazioni comunali, Prefetti e forze dell’ordine. Ma questo lo si fa e lo si continuerà a fare, non servono direttive di questo tenore». PER MOLTI si sta camminando a grandi passi verso provvedimenti legislativi che possono essere rubricati sotto la voce leggi liberticide. Un rischio enorme che ovviamente non ha nulla a che fare con la necessità e il dovere di ogni sindaco di garantire, ovviamente non da solo, l’ordine e la sicurezza della città che i cittadini con il loro voto gli hanno affidato. Tra l’altro su temi delicati come la sicurezza esiste un organismo come il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza che viene convocato e presieduto proprio dal Prefetto quando lo si ritiene necessario. «Ma la direttiva Salvini - argomenta ancora Del Bono - è una cosa diversa perchè ha il sapore del commissariamento di ogni singolo sindaco, una sorta di esautorazione dalle sue funzioni». Alla faccia del voto espresso proprio da quei cittadini che si pensa di blandire con la paura, il terrore per il diverso. Tra l’altro, una direttiva come quella partorita da Salvini alla fine crea non pochi problemi anche nella gestione, questa in capo ai sindaci, della Polizia Locale. Qui a Brescia, ricorda con una punta di giustificato orgoglio il sindaco, «nell’ultimo anno la nostra Polizia Locale ha compiuto più di 140 arresti in larga parte di spacciatori. Cosa si può chiedere di più? Non sono stati tutti questi interventi contro il degrado, non si è contribuito così a mettere in sicurezza alcune aree, poche per la verità, della nostra città? Una direttiva come quella varata nei giorni scorsi finirebbe, tra l’altro, per mettere fuori gioco la stessa Polizia Locale». IN OGNI CASO rimane fondamentale la collaborazione con tutte le istituzioni e non a caso proprio Del Bono nei giorni scorsi ha incontrato Prefetto e forze dell’ordine per parlare della direttiva ministeriale. Da quel che se ne sa c’è molta cautela rispetto alle indicazioni del Viminale, la stessa cautela con il nuovo Prefetto di Brescia pochi giorni fa ha manifestato anche al nostro giornale. Di fatto sembra essere emersa la volontà della Prefettura di non prendere iniziative che non siano discusse e concordate con l’amministrazione comunale. E analoga decisione sarebbe venuta anche dai rappresentanti delle singole forze dell’ordine. Resta l’amarezza per una decisione che anche sul piano dell’immagine e del ruolo finisce per depotenziare in qualche modo il lavoro dei sindaci impegnati tra l’altro a gestire, non senza fatica, un problema come quello dell’immigrazione e dell’accoglienza. E poi la Lega «non voleva l’abolizione dei prefetti?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 2 3 4 5 6 >