Lo sguardo di «Aut
Aut» vigila su
San Bartolomeo

Vera Bugatti con la sua opera realizzata in via Abbazia FOTOLIVESindaco e assessori comunali con Vera Bugatti e «True Quality», l’associazione che promuove Link
Vera Bugatti con la sua opera realizzata in via Abbazia FOTOLIVESindaco e assessori comunali con Vera Bugatti e «True Quality», l’associazione che promuove Link
Anna Castoldi 19.03.2019

Si potrebbe guardare per ore. Contare le linee di luce sul vestito, immaginare la consistenza delle rughe sulle mani, rispondere allo sguardo che segue il passante. Ma Aut Aut non è un quadro esposto in un museo, bensì un dipinto murale affacciato su una via dove la gente passeggia di fretta. Via Abbazia 10, San Bartolomeo: qui è stata inaugurata ieri l’opera di Vera Bugatti, artista geniale contesa tra Brescia e il mondo. L’opera rappresenta una vecchia che ha tra le mani una bilancia a due piatti. Pesati un cuore e un sacco di denaro, eterno confronto tra beni materiali e ricchezza interiore. «Spesso faccio dipinti su temi sociali o ambientali - racconta Bugatti - Il sacco non è solo denaro contante, ma anche profitto, con una possibile sfumatura ecologica: spesso, per privilegiare il guadagno, si deturpa la natura. Succede qui a Brescia, dove le sostanze inquinanti vengono bruciate o gettate sotto terra. Questo crea uno scompenso che si riflette su di noi, per esempio nei tumori». Presenti autorità e membri del quartiere, dal centro diurno alla scuola elementare. I PARERI sull’opera sono in gran parte positivi: parole come «bellissima», «mozzafiato» e «stupenda» volano nel chiacchiericcio della piazza, non senza qualche nota dissonante. «Il valore artistico è innegabile - sostiene qualcuno - ma il soggetto è discutibile. Qui l’età media è alta, magari non fa piacere vedere una donna anziana gigante quando si apre la finestra». Per Giovanni Gandolfi le critiche sono ben accette: «È del tutto legittimo che a qualcuno non piaccia. Per noi l’importante è creare apertura e dialogo». «Noi» è l’associazione True Quality, fondata da Gandolfi insieme all’amico Mattia Talarico, artefici del festival di arte urbana LINK, che ha in Vera Bugatti la prima protagonista. Seguiranno il piemontese 108 e il rumeno Saddo, con due spazi a Violino e Lamarmora. Per il sindaco Emilio Del Bono, rigenerazione urbana è la parola d’ordine: «Continua il progetto iniziato tre anni fa con la metropolitana di Sanpolino, i cui piloni oggi sono un museo a cielo aperto». Potrebbe un’opera tanto riuscita sciogliere il contenzioso sul muro di largo Formentone? Gli artisti ammettono la delicatezza del dossier: «Vanno messe d’accordo tante persone: proprietari, sovrintendenza, cittadini - valuta Gandolfi. - Inoltre è una zona ricca di storia e cultura, serve qualcosa davvero all’altezza». Eppure la grande parete di piazza Rovetta seduce gli artisti di strada: «Mi piacerebbe molto vederci un dipinto - conferma Bugatti - non necessariamente fatto da me, ma con un messaggio potente». «I bresciani, però, sono abituati a quello spazio così com’è - riflette Talarico - forse non apprezzerebbero un cambiamento radicale». Per ora i murales restano appannaggio delle periferie e delle persone che vi abitano. Persone come la signora Piera, arzilla novantenne che occupa il primo piano di via Abbazia 10. Ogni mattina ha aperto il cancello agli artisti, stringendo con loro un legame di simpatia e cordialità. «Dormo dall’altro lato del murale, la parete è quella della mia camera da letto». E il letto è in corrispondenza della bilancia, dalla parte del cuore. •

CORRELATI