Le scuole materne:
sarà una partenza
su un doppio binario

La partenza dell’anno scolastico da una scuola materna all’altra sarà diversificata
La partenza dell’anno scolastico da una scuola materna all’altra sarà diversificata
Magda Biglia13.08.2020

Il «giallo» resta. Come non bastassero tutti gli altri problemi, spazi, personale, protocolli sicurezza anticovid, ora c’è incertezza pure su quella che pareva una cosa certa ovvero la data di inizio delle scuole materne stabilita da un calendario lombardo del 2012-13 sempre reiterato. Lì si indicava che per l’infanzia si comincia il 5 settembre (stavolta il 7 che rappresenta il primo lunedì successivo) e si finisce il 30 giugno. Il solito rimpallo fra Regioni e Governo che voleva unificare l’Italia in quest’anno eccezionale, ha creato in questi giorni il dubbio fra il 7 e il 14. Ora Roma ha precisato che le Regioni hanno competenza in materia e possono decidere l’anticipo ma, almeno fino alla giornata di ieri, aveva ancora valore l’ordinanza 594 della Lombardia che, adeguandosi al dettato nazionale, parlava di avvio al 14 settembre per le materne e dall’1 settembre in poi per i nidi. «Occorre un’altra ordinanza che la modifichi, spetta a Milano» spiega Emilio Del Bono, il sindaco di Brescia che, con altri colleghi lombardi, aveva sollecitato il mantenimento della data tradizionale. Devono infatti avere qualcosa di scritto i Comuni, gli istituti comprensivi statali, quelli cattolici convenzionati, e vorrebbero avere certezza i genitori che devono organizzarsi per tempo. LA CORREZIONE potrebbe essere emanata anche oggi, ma dato il periodo anche dopo Ferragosto. Oltretutto si sa che il settore è variegato: in città esiste il sistema integrato fra le 21 comunali, le 15 statali e le 21 convenzionate che fanno capo alla Fism. Di solito si cerca di uniformare: l’ufficio delle comunali, pur nell’attesa della conferma ufficiale, sta lavorando per un avvio il 7 di tutto il ciclo 0-6 anni, tanto che, fra il 17 e il 24 agosto le famiglie bresciane riceveranno la richiesta di confermare l’iscrizione alla scuola e le fasce orarie chieste. Le adesioni sono state raccolte prima del lockdown ma qualcuno potrebbe ora decidere diversamente. I gruppi saranno stabili e verranno formati gruppi omogenei fra i bambini che hanno chiesto l’orario più lungo onde evitare che, in caso di febbre, si debba chiudere tutto. Secondo le linee Ats deve esserci uno spazio per isolare chi ha sintomi in attesa dei genitori. NELLA PRIMA SETTIMANA l’orario sarà dalle 8 alle 13 con il pasto; dove c’è il refettorio sarà attrezzata la mensa; dove non c’è, un carrello porterà il cibo nelle sezioni. «Anche noi siamo pronti per il 7, soprattutto nel capoluogo - dice Massimo Pesenti presidente provinciale Fism-. Però non possiamo rassicurare le famiglie finché la Regione non mette nero su bianco, tanto più che alcune scuole hanno già avvisato per il 14 e non si possono fare continui caroselli, visto che in dieci giorni si sono fatte assicurazioni e disdette. In provincia potrebbero esserci soluzioni diverse. Partiremo subito con orario pieno, fatte salve le iniziative di inserimento dei più piccoli. Seguiremo tutte le norme di sicurezza in vigore e le linee Ats. Avremo però un rincaro dei costi e continueremo a chiedere per l’infanzia 230 milioni anziché i 165 che ci sono stati promessi». Quasi tutte le statali prevedono invece un periodo di prova più o meno lungo, anche di un mese, con frequenza solo al mattino. Ersilia Conte, dirigente del Nord 1 e Ovest 2 parla dell’ansia delle famiglie di fronte alle incertezze, famiglie il cui ruolo ritiene importantissimo: «Devono essere i genitori a non mandare figli con la febbre, loro devono aiutarci a far capire anche ai piccoli l’importanza dei comportamenti» afferma. I genitori potranno entrare solo in casi rari e con il Comune di Brescia gli Ic stanno studiando soluzioni per gli ingressi e le uscite senza affollamenti, che vanno da possibili aree pedonali a percorsi privilegiati: «Ogni situazione è diversa, ogni proposta va approfondita con i Consigli di Istituto», spiega l’assessore Valter Muchetti. Anche nei Comprensivi regna l’attesa. Alcuni dirigenti hanno già scritto sul sito la data del 7 per le materne, su altri siti ancora permane la data fissata precedentemente del 14. «Non so se cambieremo - dichiara Stefania Battaglia preside dell’ Ic di Calcinato -. Ormai i genitori si sono preparati per la settimana successiva, mancano pure degli insegnanti ed è meglio aspettare perché non saranno nominati presto. Fino al 2 ottobre apertura solo il mattino e la mensa a Ponte San Marco inizierà il 5. Il Comune, sempre collaborativo, sta provvedendo a interventi di adeguamento principalmente all’esterno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA