«Le lezioni on line
ammazzano
il commercio in San Faustino»

Natali e Inselvini (gli ultimi a destra nella foto) davanti all’ingresso dell’università Statale
Natali e Inselvini (gli ultimi a destra nella foto) davanti all’ingresso dell’università Statale
Mauro Zappa03.07.2020

La prolungata chiusura delle università sta provocando gravi conseguenze economiche alle attività operanti nella zona di San Faustino. L’indotto che gravita intorno alla biblioteca interfacoltà, alla sede di giurisprudenza e alla segreteria dell’ateneo è in sofferenza, a cominciare dai ristoranti, dai bar e dalle copisterie. UniBs riaprirà i battenti a settembre, ma la preoccupazione di molti è legata alle modalità con cui la macchina universitaria verrà riavviata. Si teme una ripartenza «ibrida», caratterizzata da una sostanziosa dose di lezioni a distanza. Se così fosse per un buon numero di operatori commerciali di San Faustino a settembre le campane suoneranno a morte. Il grido di allarme lo lancia Mauro Aragni, titolare del Polentone Burger Bistro, locale sito all’inizio di via Porta Pile. Il ristoratore, presente all’incontro con la stampa organizzato ieri dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, illustra la sua situazione: «A pranzo la perdita secca di fatturato rispetto al periodo precedente alla pandemia si aggira intorno al 70 per cento. Anche il cassetto serale langue». E aggiunge: «I miei sei dipendenti li faccio ruotare utilizzando lo strumento della cassa integrazione, peraltro erogata con forte ritardo. Se a settembre la situazione non migliorerà mi troverò costretto a prendere sgradevoli provvedimenti». PAOLO INSELVINI, coordinatore cittadino di FdI, non addebita colpe a UniBs per ciò che concerne la gestione dell’emergenza, riconoscendo al rettore e al senato accademico di «avere fatto in modo che la nostra università fosse tra le prime a prendere decisioni tali da consentirle di andare avanti». Se una responsabilità c’è, essa verte sul «non avere ipotizzato il futuro prossimo». Il consigliere comunale di FdI Gianpaolo Natali allarga il discorso all’intera città: «La città è in ginocchio e la stessa amministrazione guarda a settembre con una forte preoccupazione per il proprio bilancio». Natali chiede la testa di Valter Muchetti: «L’assessore al commercio non è persona idonea al ruolo, la sua mentalità è troppo lontana da quella dei negozianti». Infine punta il dito contro la gestione del personale comunale: «E’ mai possibile che ad inizio luglio una parte così rilevante lavori ancora da casa?». E propone al Comune di erogare un contributo a fondo perduto di mille euro alle attività colpite dalla crisi post Covid. • © RIPRODUZIONE RISERVATA