Le campane
ricorderanno le
vittime della strage

Il vescovo rende omaggio ai caduti della strage in una foto del 2018
Il vescovo rende omaggio ai caduti della strage in una foto del 2018
21.05.2020

Alle 10.20 di giovedì 28 maggio tutte le campane delle chiese di Brescia suoneranno per ricordare le vittime della strage di piazza della Loggia nel 46esimo anniversario dell’esplosione della bomba che seminò morte nel cuore della città. La decisione è stata presa dal vescovo monsignor Pierantonio Tremolada dopo la richiesta che nei mesi scorsi gli era arrivata dai consigli di quartiere. «Ho raccolto la proposta con immediata e totale disponibilità e dopo aver sentito Manlio Milani, presidente della Casa della Memoria, e lo stesso sindaco di Brescia e aver preso atto della loro convinta adesione all’iniziativa, ho raccolto anche la concorde partecipazione del clero della città», scrive il vescovo in una lettera indirizzata ai presidenti dei consigli di quartiere, e in particolare ad Alessandra Spreafico, vicepresidente a Lamarmora, e a Michela Panni e Andrea Rolfi, presidenti rispettivamente al Villaggio Sereno e al Violino. Giovedì come di consueto alle 10.08, momento della tragica esplosione, ci saranno gli otto rintocchi dell’orologio di piazza Loggia, e dopo un momento di silenzio alle 10.20 inizieranno a suonare le campane delle diverse chiese. Si è deciso, fa sapere il vescovo, «di posticipare il suono delle campane, non sovrapponendolo a quello dell’orologio, perché quest’anno la cerimonia permette, proprio per la sobrietà cui è costretta, di poter gestire i vari momenti in modo da apprezzarne maggiormente il significato». La commemorazione delle vittime della strage che quest’anno si svolgerà senza la consueta manifestazione, sottolinea il vescovo, si associa questa volta a quella di tutti coloro che «hanno sacrificato la vita per il bene della comunità nella drammatica epidemia del Coronavirus e per quanti hanno offerto un luminoso esempio di solidarietà e di abnegazione in particolare negli ambienti ospedalieri e di assistenza degli anziani, ma anche nelle istituzioni civili e militari e nelle associazioni di volontariato. Penso sia assolutamente legittimo e significativo - aggiunge monsignor Tremolada - guardare ai caduti di piazza Loggia come capifila di una nobile cordata di uomini e donne che hanno dimostrato lealtà ai più alti valori dell’umana civiltà e hanno reso grande il nostro popolo». NEI MESI SCORSI i rappresentanti dei consigli di quartiere avevano espresso l’auspicio di un coinvolgimento nella commemorazione anche delle comunità di altre fedi e religioni. Quest’anno non è stato possibile per le limitazioni imposte dalla pandemia ma il vescovo ha raccolto l’invito «a immaginare per il prossimo anno un loro reale e adeguato coinvolgimento» • © RIPRODUZIONE RISERVATA