La pressione si allenta, Chiari e Iseo respirano

I pazienti in terapia intensiva all’ospedale di Iseo
I pazienti in terapia intensiva all’ospedale di Iseo
G.C.C..23.03.2020

Il cielo grigio, le nuove regole del governo e la presenza dei Carabinieri sulle strade hanno ridotto quasi a zero le passeggiate in Franciacorta e per la prima volta le strutture dell’Asst hanno potuto ridurre lo stress provocato dall’arrivo di contagiati superiori dei letti disponibili. Non è la fine dell’incubo dell’ultima settimana con code di ambulanze e carri funebri ai Pronto soccorso di Chiari e Iseo, ma per infermieri, medici e volontari, stremati da orari impossibili è un momento di respiro e speranza. La conferma arriva da Faustino Belometti, presidente della delegazione CRI di Palazzolo «Nell’ultima settimana tutte le nostre ambulanze erano sulle strade. Oggi - ha raccontato - ce ne sono alcune ferme. Sono diminuite le chiamate dalla bergamasca: speriamo sia un buon segno anche perché stanno scarseggiando i volontari». Il parere è condiviso da Carlo Bonometti, direttore generale della Richiedei che ha messo a disposizione 56 letti dell’ospedale di Palazzolo. «I letti sono stati subito occupati la scorsa settimana - ha dichiarato - dall’ospedale sono uscite 4 persone per andare in quarantena e oggi non abbiamo avuto richieste. Mi auguro che si prosegua e tutti prendano sul serio l’importanza di stare in casa». MAURO BORELLI, direttore generale dell’Asst, condivide la speranza. «Oggi c’è tregua, già questa è una buona notizia perché ha permesso al personale di tirare il fiato. Domani dovrebbero arrivare nuovi medici e infermieri e mi auguro si riescano a far partire due posti letto con ventilatore nell’ospedale di Iseo: l’ingegner Fracassi, che ha costruito le valvole che ci mancavano, sta sperimentando in ospedale un nuova maschera per la ventilazione per non dipendere dal mercato esterno su cui stanno scarseggiando queste maschere». Borelli, che la scorsa settimana è riuscito a far fronte alla carenza di letti e dei materiali, conclude: «Domani per i nostri ospedali è una giornata importante: c’è la speranza dell’arrivo di nuovo personale sanitario che consentirà di tirare il fiato a medici, infermieri e personale e dovrebbero arrivare più DPI. Sempre domani sapremo quanti letti metterà a disposizione l’ospedale Spalenza di Rovato per chi ha superato la fase critica e pensiamo di aprire due nuovi posti letti di terapia intensiva a Iseo incrementando le prestazioni per chi risiede sul lago». «Questa - conclude - è peggio di una guerra: se non la vinciamo rapidamente perdiamo le persone che hanno ricostruito l’Italia sulle macerie di una guerra. L’accordo con Richiedei, già avviato, e quello con lo Spalenza, per seguire i malati che non richiedono ossigeno, dovrebbe aiutarci a combattere con più mezzi e forze, offrendo spazi più umani ai pazienti adesso ci sembra di essere un ospedale di guerra, che fa i conti con tempi limitati». •