La «dad» totale non convince: scuola e politica ai ferri corti

Attilio Fontana: è il presidente della Regione Lombardia
Attilio Fontana: è il presidente della Regione Lombardia
Magda Biglia24.10.2020

La didattica incappa nella politica. In buona parte della Lombardia e a Brescia. Ieri al mattino si è riunito il tavolo prefettizio sui trasporti a cui partecipano tutte le realtà interessate, scuola pubblica e accreditata cattolica, centri professionali, enti locali, Ats, prefetto, Tpl, Ust. Riflessione: il sistema dei trasporti scolastici con doppi ingressi alle 8 e alle 10, con la didattica al 50 per cento funziona, si potrebbe andare avanti così. Nel pomeriggio, il presidente della Regione Attilio Fontana ha ribadito il contenuto della sua ordinanza di mercoledì, chiarendo che da lunedì le lezioni delle scuole superiori si tengono online; restano entro le mura solo i laboratori e gli alunni con particolari bisogni educativi. Fontana ha sentito ieri di nuovo i sindaci ribelli, nostro Del Bono compreso, che chiedevano almeno una differenziazione per zone; ha sentito la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Augusta Celada, ottenendone invece, ha affermato, la disponibilità. E non ha fatto un passo indietro. «ALCUNI SINDACI si sono dichiarati contrari alla dad totale. (Non quelli di Como e Pavia pare). Mi assumo interamente la responsabilità dell’ordinanza» - ha affermato in conferenza stampa a Milano, aggiungendo: «Faremo in modo che venga applicata». Il riferimento chiaro è alle realtà come Brescia restìe a buttare a mare un sistema studiato per mesi e applicato con buoni risultati anche secondo Ats. Quanto accade negli istituti è sotto controllo, come è stato affermato anche in Broletto; il vero problema è sempre quello che succede alle uscite e sui trasporti pubblici per i quali nessuno tira fuori risorse. Accade soprattutto nella metropoli milanese ma anche il territorio bresciano è vasto e complicato, con parecchi poli scolastici provinciali; tuttavia i continui incontri fra le parti hanno portato a un piano della mobilità che, secondo il tavolo, potrebbe reggere. E che ha fatto auspicare la non applicazione anche della norma contenuta nell’ultimo Dpcm che indicava un solo ingresso, alle 9 di mattina. Che cosa succederà adesso? La ministra Azzolina ha inviato una lettera al governatore lombardo che le ha risposto di impugnare, se vuole, la sua 623 del 21 ottobre. I sindaci si sono spesi, in tanti hanno criticato, ma «le ordinanze si applicano», fanno sapere dalla prefettura. Di fatto ci sarà una gradualità, facendo riferimento alle frasi dell’ordinanza «qualora gli istituti, la dad, siano già nelle condizioni di effettuarla». Cioè chi è pronto parte: «Agli altri istituti è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile». Lì, visti i numeri molto negativi dei contagi, si dovrà approdare, velocemente perché la validità del documento del Pirellone è fino al 13 novembre, salvo proroghe. Qualche realtà comincerà prima, addirittura lunedì, qualche altra comincerà dopo, per preparare tutto al meglio, visto che i docenti, loro, saranno a scuola. «IL NOSTRO SISTEMA integrato funzionava bene, la parte in presenza aveva anche un effetto educativo sui ragazzi, di presa di coscienza. Sono cambiati in questo mese, non abbiamo mai avuto necessità di intervenire e non si è verificato alcun caso di contagio» riferisce Diego Parzani, preside dell’Antonietti di Iseo e coordinatore dell’ambito del Sebino. «Dovremo attenerci, dopo le rivolte di bandiera. In parecchi abbiamo deciso di prenderci qualche giorno, io fino al 31 - dice-. Abbiamo fatto investimenti potenziando le strumentazioni digitali, le metteremo in campo». •