In valigia dodici
chili di marijuana:
due in cella

Dirigenti e agenti della Mobile con lo stupefacente sequestrato ai due spacciatori bresciani
Dirigenti e agenti della Mobile con lo stupefacente sequestrato ai due spacciatori bresciani
Paolo Cittadini13.06.2019

Non erano due insospettabili. Entrambi alle spalle hanno precedenti per spaccio e ancora una volta sono finiti nei guai per una storia di droga. Questa volta la Mobile li ha pizzicati con una valigia piena zeppa di marijuana. Nel trolley che i due, un 39enne di Brescia e un 29enne di Trenzano, si sono scambiati in via Castellini c’erano dodici chili di erba che avrebbero fruttato ai due circa 180 mila euro, 15mila euro al chilo. Avrebbero, visto che gli agenti li hanno bloccati e arrestati prima che lo stupefacente potesse arrivare sul mercato cittadino. Con loro è finito nei guai, per lui è scattata una denuncia a piede libero, anche un uomo di origine indiana che per gli inquirenti avrebbe fatto da «cavallino» ai due pusher muovendosi tra i clienti per rifornirli. I due bresciani, il più grande è disoccupato mentre il 29enne è titolare di una attività in città, da qualche giorno erano tenuti sotto stretta osservazione.

 

A METTERE «in allarme» la questura sono stati alcuni residenti di via Castellini insospettiti da alcuni strani movimenti di persone che si aggiravano con frequenza nei pressi dell’abitazione del 39enne. Così, dopo giorni di attesa, lunedì sono scattati gli arresti. Mentre gli agenti erano fermi nella via, il 39enne è sceso in strada come se stesse aspettando qualcuno. L’atteggiamento ha fatto capire ai poliziotti che era forse arrivato il giorno buono. Nel giro di pochi minuti in via Castellini è arrivato anche il più giovane dei due bresciani. Il 29enne di Trenzano con sé aveva una pesante valigia.

 

I DUE si sono incrociati con lo sguardo come per darsi un cenno d’intesa e il 29enne a quel punto è entrato nella abitazione del socio che invece è rimasto sulla strada come per controllare che nessuno avesse seguito i movimenti del complice. Non si era però accorto che dall’altra parte della strada l’incontro era stato monitorato istante per istante. Quando si è sentito tranquillo si è mosso per raggiungere l’ingresso di casa. In quel momento è scattata la trappola. Il 39enne si è trovato «accerchiato» dagli agenti che nel perquisirlo gli hanno trovato una chiave. «Non è di casa mia», ha provato a giustificarsi l’uomo. Ai poliziotti è però bastato infilarla nella toppa e fare scattare la serratura per smontare il maldestro tentativo di difesa in poco più di un secondo. Quando gli uomini della Mobile della questura sono entrati in casa hanno visto la valigia colma di «erba» aperta sopra ad un tavolo. Lì seduto, e indaffaratissimo, c’era il 29enne impegnato a confezionare sotto vuoto lo stupefacente che aveva appena portato. Oltre ai dodici chili di marijuana suddivisi in altrettanti pacchi da un chilo l’uno all'interno dell'abitazione gli agenti hanno trovato anche quattro telefoni cellulari, il «consueto» bilancino di precisione e una macchina per il «sottovuoto». All’interno dell’abitazione gli agenti hanno trovato anche i «resti», lampade e latro materiale, di una serra artigianale. Le indagini non sono concluse: si cerca infatti di risalire al canale di approvvigionamento dei due spacciatori bresciani presi con le mani nella valigia.

 

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