In bici sulla A4: bresciano lo investe e lo uccide

La bicicletta dopo l’investimento in autostrada FOTO DANIELE BENNATI L’auto che poco prima della mezzanotte di venerdì ha investito il ciclista FOTO DANIELE BENNATI
La bicicletta dopo l’investimento in autostrada FOTO DANIELE BENNATI L’auto che poco prima della mezzanotte di venerdì ha investito il ciclista FOTO DANIELE BENNATI
Mario Pari 19.01.2020

Pochi minuti alla mezzanotte, in autostrada. Capita, ma non in bicicletta; e le ragioni per cui venerdì sera è avvenuto, tra Agrate e Milano Est, in A4, sono ancora da chiarire. La cosa certa è che un ciclista è stato investito e ucciso. NEL POMERIGGIO di ieri il ciclista non era ancora stato identificato. Certa invece l’identità dell’investitore, che si è fermato a soccorrere il ciclista. Si tratta di un bresciano, di 47 anni, che era alla guida di una Skoda. Dei rilievi si sta occupando la polizia stradale del distaccamento di Seriate. Parecchi i punti da chiarire. A partire, appunto dall’identità del ciclista. L’età apparente è di 65 anni e indossava un piumino nero, jeans e scarpe da ginnastica. Ma ovviamente, particolarmente rilevante è anche la ragione per cui è entrato in autostrada in bicicletta. Non può non aver visto la barriera. Determinanti, da questo punto di vista, si riveleranno le telecamere. La cosa certa è che prima dell’investimento il ciclista è stato notato da alcuni automobilisti che non hanno perso tempo e hanno dato l’allarme. Ma tutto è stato vano. Il ciclista, in autostrada, avrebbe percorso circa un chilometro e mezzo prima d’essere investito sulla prima corsia. L’automobilista bresciano evidentemente se l’è trovato davanti improvvisamente e non è riuscito a evitare l’impatto. Il 47enne ha dato immediatamente l’allarme e sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari e i poliziotti di Seriate. Ma tutto è stato inutile. Sull’asfalto, in direzione Venezia, oltre al corpo senza vita dell’investito è rimasta la bicicletta su cui stava viaggiando. Una bici da donna. LA SEGNALAZIONE della tragedia è stata inviata alla procura di Monza. Consistenti le possibilità che il ciclista fosse residente nella zona. Ma l’interrogativo più rilevante, in un caso del genere rimane sempre quello relativo alla ragione per cui una persona pedali in autostrada quando mancano pochi minuti alla mezzanotte di una sera d’inverno. Un’autostrada tra le più trafficate d’Italia, anche in orari notturni. Si è trattato in ogni caso di un gesto pagato al prezzo più alto: la vita. percorrere l’autostrada in bicicletta è assolutamente vietato essendo evidente l’altissima pericolosità del gesto. In questo caso è avvenuto addirittura con il buio. E a nulla è servito a ciclista pedalare tra la prima corsia e l’esterno della carreggiata. Il dramma si è consumato fino in fondo, con una morte e una persona sconvolta per l’accaduto. AL DOLORE DEI FAMILIARI e dei parenti del ciclista morto vanno inevitabilmente aggiunti tutti gli interrogativi del caso, la ricerca di risposte a un gesto incomprensibile. Forse, un momento di confusione, la convinzione d’aver imboccato qualcosa di diverso da un’autostrada. Ma altre ore, dopo le molte già trascorse al lavoro durante la notte, saranno necessarie alla polizia stradale di Seriate per chiarire ogni aspetto della tragedia. Questo, ovviamente nei limiti del possibile, in considerazione del tragico e irreversibile epilogo della vicenda. • © RIPRODUZIONE RISERVATA