Il sogno spezzato
di «Gabro» tra i
libri del Mantegna

Gabro con gli amici, che si erano rasati in segno di solidarietà
Gabro con gli amici, che si erano rasati in segno di solidarietà
Flavio Cammarota09.10.2019

«Un atto dovuto e sentito per far sì che l’esempio di Gabriele De Martino possa essere tramandato in futuro ai docenti e agli alunni che arriveranno in questa scuola». Perciò l’Istituto Mantegna di Chiesanuova, in via Fura, ha deciso di intitolare la sua biblioteca all’ex studente stroncato dal cancro. Gabriele se ne è andato nel febbraio di quest’anno, all’età di 20 anni. Lottava contro un osteosarcoma da quando di anni ne aveva solo 16. Impossibile, soprattutto a Chiesanuova, non ricordarsi di lui: «Non ha mai perso la speranza nonostante il progredire della malattia, le recidive, le chemio. “Gabro”, così lo chiamavano i suoi compagni, ha continuato a coltivare le sue passioni: la musica, l’arte, il disegno, i fumetti e poi la cucina con il sogno di diventare uno chef. Dopo il Mantegna ha iniziato a studiare Scienze alimentari a Parma» racconta la mamma, Barbara Scarappi. «Era un ragazzo bravo, serio, timido, determinato e gli volevano bene tutti - continua -. Ho scoperto che tante persone l’hanno ammirato e l’ammirano tuttora. I professori, quando lui era impossibilitato a muoversi, lo raggiungevano in ospedale o a casa per non fargli perdere le lezioni. In un’altra occasione i suoi compagni di classe si erano rasati i capelli ed insieme avevano scattato una foto di gruppo per fargli capire che non lottava da solo».


INSIEME alla professoressa Anna Berenzi, girava con altri giovani del progetto dell’Ail (Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma) per le scuole d'Italia portando la sua testimonianza, raccontando la sua battaglia e facendo aprire gli occhi ai suoi coetanei su quanto la vita sia costellata di cose belle che troppo spesso diamo per scontato. «Gabriele era uno di loro. Era molto timido, ma voleva comunque dare il suo contributo. Quando era il suo turno preferiva far parlare un video e a seguire una canzone. Per l’occasione aveva scritto un rap per lottare contro il cancro, un inno alla vita, “Hotel 3° piano” si chiamava il suo rap», ricorda mamma Barbara. «Intitolare quest’aula a Gabriele De Martino - spiega la vicepreside Rosaria Aiello - è per me un onore che risponde ad un preciso desiderio della scuola e di coloro che hanno conosciuto, apprezzato e amato Gabro e le sue indiscusse qualità umane e morali. Il suo messaggio e l’esempio rimangono vivi in questa comunità, e intitolargli proprio la sala dove tutti i ragazzi ma anche i docenti si riuniscono, significa donare a lui il cuore della scuola, e consentire alle nuove generazioni di conoscerlo». «È stata una sorpresa - ammette, evidentemente emozionata, la madre - quando ho saputo della volontà di ricordare in questo modo mio figlio Gabriele. Credo che pure a scuola abbia lasciato un ricordo positivo». «L’intitolazione coincide pienamente anche con la volontà di tutto il quartiere di ricordare un ragazzo la cui figura incarna con pienezza principi e valori che non vanno dimenticati», aggiunge il presidente del CdQ Paolo Colosio. La cerimonia si terrà venerdì con inizio alle ore 18, nei locali dell’Istituto, in via Fura 96.


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