«Il reparto Covid?
Meglio agli Infettivi
o a Montichiari»

Primi lavori ai piani della Scala 4 per il futuro Centro Covid
Primi lavori ai piani della Scala 4 per il futuro Centro Covid
Eugenio Barboglio09.04.2020

L’idea di realizzare un centro Covid all’interno del Civile non ha presa tra i medici. Continua a non averla. Ma il progetto, anche difronte al poco appeal tra i camici bianchi, va avanti. La Regione lo vuole fare, e con una lettera il presidente Attilio Fontana chiede anche il sostegno della raccolta fondi AiutiAmoBrescia. INTANTO, mentre oggi il Consiglio dei sanitari si riunisce per discutere (anche di alternative), alla scala 4 i lavori sono già cominciati. Con qualche giorno di anticipo su quel 14 aprile che è la data comunicata dall’assessore Gallera per l’avvio del cantiere. Al Civile si va in fretta. I sessanta giorni previsti per la conclusione dei lavori potrebbero diventare meno. E oltre a predisporre gli spazi per i 180 letti destinati ad accogliere nei mesi prossimi i contagiati della provincia, si stanno liberando alcuni reparti che erano stati consegnati ai Covid. Tra ieri e l’altro ieri è stato bonificato il quinto piano di scala 5, una sezione di Medicina che, con medici e infermieri, è stata riconvertita nuovamente alla sua funzione originaria, e cioè quella di cura di pazienti non Covid. Non solo il calo degli accessi al Pronto soccorso, anche questo è un segno dell’attenuarsi della furia dell’epidemia. La contrarietà al progetto interno dei camici bianchi è tuttavia ormai un fatto evidente. Oggi il centro Covid sarà al centro della riunione del Consiglio dei sanitari, convocata in aula Montini per le 16.30. Secondo indiscrezioni le varie categorie di operatori sanitari che innervano il Coniglio non si limiteranno ad evidenziare le criticità del progetto di centro Covid alla scala 4, nel cuore cioè dell’ospedale Civile. Ma avanzeranno anche alcune proposte alternative. Almeno due proposte alternative. La prima sarebbe quella di creare un reparto Covid nella palazzina degli Infettivi, che si trova lungo il muro nord dell’ospedale, separata dal corpo principale del Civile. Si tratterebbe di spostare dal primo piano la Psichiatria, che oltre ad una zona di degenza ha lì anche una parte ricreativa. E se non bastasse, l’idea sarebbe comunque di cercare spazi intervenendo su quello stesso immobile e sulle adiacenze. L’altra proposta che potrebbe trovare spazio oggi in aula Montini è quella di dedicare ai malati di coronavirus l’ospedale di Montichiari, struttura che fa parte dell’Asst Spedali Civili. In questo senso avvicinandosi al modello di Covid Hospital di cui ha parlato il ministro Speranza, e che ha indicato per il post-emergenza. Un modello che nella ratio può essere paragonato al centro Covid pensato dalla Regione Lombardia per Brescia, ma che se ne distacca perchè assolutamente isolato. E l’isolamento era quello che si voleva ottenere anche attraverso i progetti alla Fiera di Brescia e all’Università Statale bocciati dalla Regione Lombardia. MA IL COLLEGIO dei sanitari sarà preceduto in mattinata da un altro incontro importante, richiesto dai sindacati dei medici all’amministrazione degli Spedali Civili. Le sigle Anaao e Umi si sono già pronunciati sul progetto della Regione. Lo considerano sbagliato e rischioso per la sicurezza di pazienti e personale sanitario, per la commistione che durerebbe nel tempo tra malati Covid e non Covid. Una situazione considerata delicata e di grosso allarme. E che fa pensare a quanto, con la delibera regionale dell’8 marzo, si è innescato nelle case di riposo soprattutto del Milanese. Delibera che prevedeva la possibilità di ricovero nelle Rsa ai pazienti Covid non più in fase critica • © RIPRODUZIONE RISERVATA