Il pieno di
adesioni: Ubi entra
in Intesa. Ad aprile la fusione

Victor MassiahIl quartier generale di Ubi Banca a Brescia: la quotata entra a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo
Victor MassiahIl quartier generale di Ubi Banca a Brescia: la quotata entra a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo
R.CR.31.07.2020

Ubi Banca entra a far parte della galassia di Intesa Sanpaolo al termine dell’offerta pubblica di acquisto e scambio che si è chiusa con il pieno di adesioni. Ca’ de Sass incassa il 90,21% del capitale dell’ex popolare guidata dal consigliere delegato Victor Massiah, battendo tutte le previsioni fatte nei giorni scorsi: l’operazione taglia il traguardo dopo cinque mesi di lavoro e di duro confronto tra i soggetti coinvolti. Da una parte Intesa, che ha sempre ribadito la necessità di creare un grande gruppo europeo da 5 miliardi di euro di utile, e dall’altra Ubi che si è opposta in tutti i modi, sostenendo di voler restare indipendente guardando ad un futuro terzo polo. Il confronto non è stato privo di segnalazioni alla Consob, all’Antitrust e non ultimo anche al giudice civile. La svolta è arrivata quando, nelle settimane scorse, Intesa Sanpaolo ha deciso di rilanciare. Inizialmente l’offerta pubblica di scambio prevedeva 17 azioni di Intesa Sanpaolo di nuova emissione in cambio di 10 di Ubi Banca. Ca’ de Sass ha poi aggiunto la componente in denaro di 0,57 euro per ogni azione, mettendo sul piatto la somma complessiva di 652 milioni di euro. Un rilancio che ha portato gli analisti finanziari a definire «irrinunciabile» l’offerta e che ha convinto i soci di Ubi ad aderire. CON INTESA che ha superato la soglia del 90 per cento ora scatterà il sell out sulle azioni rimaste fuori dall’Opas. Gli azionisti che fino ad oggi non hanno aderito ora hanno la possibilità di chiedere ed ottenere da Intesa l’acquisto dei titoli. Due le possibilità di pagamento delle azioni: nel primo caso l’azionista potrà chiedere di ottenere il corrispettivo originario dell’offerta ossia 17 azioni Intesa per ogni 10 di Ubi più la parte cash di 0,57 euro; nel secondo caso l’azionista potrà chiedere di vendere in cambio di un corrispettivo tutto in denaro. In questo caso per stabilire il prezzo di ogni azione bisognerà fare la media del valore del titolo nelle ultime cinque chiusure di Borsa a ritroso dal 30 luglio. Il sell out durerà tre settimane e l’inizio del periodo verrà definito da Intesa raccolte le indicazioni di Consob e Borsa Italiana. L’OPERAZIONE prevede ora altre tappe prima di arrivare alla fusione dell’ex popolare in Ca’ de Sass. La settimana prossima Intesa invierà una lettera al Cda di Ubi con la quale si chiederà di convocare l’assemblea dei soci per la nomina di un Consiglio di amministrazione espressione del nuovo socio di maggioranza, che dovrebbe svolgersi tra il 15 settembre e il 15 ottobre. A fine anno sarà effettuata la cessione delle oltre 500 filiali a Bper e delle attività assicurative a Unipol. Il prossimo mese di aprile, in occasione dell’assemblea sul bilancio, Ubi sarà chiamata a dare il via libera anche al progetto di fusione in Intesa Sanpaolo. Le nozze, secondo le previsioni, porteranno numeri molto significativi: l’ammontare degli impieghi sarà di circa 460 miliardi di euro; il risparmio che gli italiani affideranno alla nuova banca supererà il valore di 1,1 trilioni di euro, i ricavi saranno pari a 21 mld di euro. Diversi i giudizi positivi sull’operazione, compreso quello di Luigi Salvadori, presidente della fondazione Cr Firenze. «È stata condotta da un grande manager, che ha le idee molto chiare su quello che deve essere fatto in Italia e in Europa», ha detto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA