«Il personale è esausto Ex eroi abbandonati»

Camici bianchi di spalle sulla scalinata del Civile per il flash mob
Camici bianchi di spalle sulla scalinata del Civile per il flash mob
Irene Panighetti21.11.2020

È all’esasperazione il personale sanitario dell’ospedale Civile di Brescia, che vuole diffondere il più possibile la sua sofferenza: all’opinione pubblica, certo, ma soprattutto a tutti i livelli politici individuati come responsabili della nuova situazione di drammatica emergenza. «Non sono stati fatti piani di assunzione, non c’è stata alcuna stabilizzazione, ogni decisione viene continuamente calata dall’alto dalla sera alla mattina. Medici, infermieri, tecnici, tutti non reggono più», osserva Gabriella Liberini, Rsu Cgil al Civile, che ieri ha preso parte alla protesta. UN FLASH MOB veloce, d’impatto, con i camici bianchi sulle gradinate dell’ingresso dell’ospedale che voltavano le spalle alla direzione, distanziati tra loro, in silenzio. «Tutto ciò che non si doveva verificare si è verificato – continua Liberini – perché nessuno ha fatto niente nei mesi in cui si doveva agire e il personale sanitario, gli ex eroi oggi abbandonati, è allo stremo. Reparti smantellati, reparti accorpati e alla fine il Civile è di nuovo tutto Covid e non è più garantito il diritto alla cura. È rimasta aperta solo una medicina extra Covid ed è quindi ovvio che le persone si rivolgano alla sanità privata che ancora una volta ci guadagna dalla pandemia». Donatella Albini, consigliera comunale di Sinistra Italiana, si dice «profondamente colpita e addolorata dal fatto che gli operatori e le operatrici del Civile per essere visibili a chi governa la struttura ospedaliera debbano occupare lo spazio pubblico fuori dai loro reparti. Non eroi, ma professionisti seri, impegnati, generosi che vogliono essere informati su ciò che accade nell’organizzazione dell’ospedale in cui trascorrono, con assoluto rigore e appassionata relazione clinica, tempo di lavoro e tempo di vita. Vogliono mettere a disposizione il loro sapere per programmare accoglienza e gestione dei pazienti Covid e non, vogliono ritrovare quella fiducia reciproca, essenziale a maggior ragione in momenti di sofferenza come quelli che stiamo vivendo, guardandosi negli occhi; non a caso voltano le spalle alla palazzina dell’amministrazione e guardano l’ingresso dell’ospedale, discutono delle scelte, in un confronto costante e serio». MA ANCHE la città è consapevole della criticità della situazione e spesso manifesta, secondo le modalità limitate dalla pandemia, proprio fuori dal Civile con presidi e volantinaggi. Questa mattina un nuovo appuntamento organizzato da Restiamo Umani, Non Una Di Meno e Magazzino47, per ribadire che «non sta andando tutto bene», come da nome della Rete che si è creata la scorsa estate e che racchiude diversi soggetti bresciani. Le parole d’ordine sono ormai note: «Manca ancora tutto: assunzione di personale, sanità territoriale, prevenzione, organizzazione – si legge nel testo che promuove il presidio di questa mattina – occorre cancellare la riforma Maroni, cacciare Fontana e Gallera, simboli dell’inadeguatezza dell’intero sistema lombardo, come dimostrato pure dall’assenza di un piano efficace per la distribuzione del vaccino anti-influenzale, Vogliamo nuove risorse, sicurezza sul lavoro per tutti rispetto delle norme anti-contagio nei luoghi di lavoro e garanzia di operare in sicurezza a tutte le persone impiegate nel sistema sanitario». •