Il contagio colpisce tra
i camici bianchi:
sono in 4 al Civile

I medici del reparto infettivi del Civile al lavoro FOTOLIVE/Filippo Venezia
I medici del reparto infettivi del Civile al lavoro FOTOLIVE/Filippo Venezia
Eugenio Barboglio 28.02.2020

Per la Regione Lombardia i ricoverati risultati positivi ai test sono dieci al Civile. Sono soprattutto bresciani, o comunque vivono a Brescia. Gli altri arrivano dal Cremonese, che è zona che senza essere «rossa» è molto colpita. Ieri se ne sono aggiunti sicuramente altri due nei letti degli Infettivi, e sono due giovani medici. Due specializzandi. Con loro salgono a quattro i pazienti che lavorano in sanità, e che quindi potrebbero essere stati contagiati negli ospedali. Ma non si può esserne certi. I DIECI ricoverati, come si diceva, rappresentano il dato regionale. Che però potrebbe non essere aggiornato all’ultima ora: la conferenza stampa dell’assessore alla Sanità, Giulio Gallera è di ieri pomeriggio. È possibile che altri casi si siano verificati nella nostra provincia senza che siano stati registrati dal Pirellone. Un agente di commercio di Gardone Valtrompia di 50 anni, residente a Puegnago, sarebbe entrato al Civile dopo essere passato dal Pronto soccorso di Gavardo. E i sintomi di febbre e difficoltà respiratoria avrebbero trovato la conferma del Coronavirus nel tampone. Facendo il test anche ai famigliari pare sia risultata positiva una figlia. Si diceva del contagio frequente tra i camici bianchi, un dato significativo. Martedì al Civile era arrivata la ginecologa dell’ospedale di Manerbio di origine bergamasca. Lei ha detto che non immagina dove possa essersi infettata, ma i reparti ospedalieri non si possono escludere. Ieri è stata la volta di due specializzandi: uno lavora nella Ortopedia della Poliambulanza. Non è di Brescia, ma vive qui. Accusa lievi problemi respiratori, fa sapere la Fondazione, che ha messo in atto tutte le procedure, come tamponi e isolamento, tra le persone con cui è venuto a contatto. «Attualmente non c’è nessun rischio per i pazienti, tutti in reparto lavorano con le apposite mascherine e i presidi necessari» fa sapere l’ospedale. Di recente sarebbe stato nel Lodigiano, nell’area che poi si scoprirà epicentro dell’epidemia. In questo caso dunque l’origine del «male» potrebbe non essere un mistero. Una casistica analoga a quella dell’educatore di Pontevico, il 51enne, che ha il poco ambito primato di essere stato il primo bresciano positivo al Covid 19: anche lui era stato nella «zona rossa». L’altro, invece, la specialità la stava facendo al Civile, nel reparto di Neurologia. È della provincia di Milano, un’area che come la bresciana non è considerata un focolaio. Per colleghi e pazienti attorno a lui è scattata la profilassi. Quarto camice bianco è il ricoverato degli Infettivi proveniente da Leno: dove svolge la professione di medico condotto. Il suo ricovero con i soliti sintomi risale a mercoledì. Lo stesso giorno in cui è entrata un altra persona malata: un anziano di Erbusco, al quale i sintomi sono comparsi una decina di giorni fa. Dopo una degenza all’ospedale di Iseo, è stato trasferito all’ospedale Civile. A quanto pare, tra tutti è il paziente in condizioni più serie. SUL FRONTE della prevenzione, ieri il presidente regionale Fontana, al centro di critiche per il video in cui annuncia di mettersi in quarantena (una sua stretta collaboratrice stata trovata positiva) e indossa una mascherina, ha parlato proprio di questo presidio medico. «Ne abbiamo acquistate 4 milioni» ha detto, intervenendo in remoto alla quotidiana conferenza stampa regionale. Ma ha aggiunto che la Lombardia ha provveduto poichè il Governo non si muoveva e senza alcun aiuto dallo Stato. Durante l’incontro con i media è stato anche spiegato che la Regione chiederà all’Europa di poter beneficiare del Fondo di solidarietà per le calamità naturali, anche se l’epidemia di coronavirus non rientrerebbe nella tipologia di eventi che ne danno diritto. L’assessore Gallera ha fornito tra i dati quelli delle dismissioni (37 persone), dei ricoveri nella giornata di ieri (39), del totale dei ricoverati (216) e del totale dei positivi in Lombardia (403). Nei reparti di terapia lombardi intensiva ad oggi si trovano 28 pazienti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA