Gori: Siamo uniti
E posta il disegno
dell'autrice bresciana

30.03.2020

«#Bergamo chiama # Brescia. Questo flagello ci unisce. Più che cugini da oggi siamo fratelli esorelle. Tenete duro, mi raccomando. Quando sarà finito ripartiremo insieme, ci aiuteremo per farcela. Abbraccio DelBono2018, il vostro grande sindaco, e con lui ognuno di voi». Questo il messaggio a Brescia e ai bresciani via twitter del sindaco di Bergamo Giorgio Gori accompagnato da un disegno della bresciana Sara Nicoli della Dea Atalanta che abbraccia una leonessa, che sono anche i simboli delle squadre di calcio delle due città, storicamente rivali, sormontato da un cuore.  Il disegno in realtà non nasce con riferimenti alle tifoserie del calcio ma rappresenta le due città, Brescia e Bergamo, che da sempre rappresentano la quotidianità dell’autrice, nata e cresciuta a Darfo.

Come riportato da Claudia Venturelli su Bresciaoggi due giorni fa è «anonimo il miglior offerente che si è aggiudicato, con 2.500 euro, l'opera di Sara Nicoli nell’asta che contribuirà ad aiutare, attraverso il conto corrente aperto da un paio di settimane, le strutture ospedaliere della Vallecamonica. L’idea della giovane di Darfo è molto semplice, dimostrare che non ci sono differenze, ora più che mai.

L’asta andata in scena sulla pagina Facebook dell’autrice è durata cinque giorni ed è terminata venerdì alle 12: numerosi gli offerenti che hanno postato, come da regolamento, commento e cifra offerta sotto la foto sulla bacheca di Sara e che al termine dell’iniziativa ha dichiarato tutta la sua soddisfazione per tanta generosità. I soldi contribuiranno ad aumentare la somma, che ha già superato i due milioni di euro, frutto della generosità della Vallecamonica.
Ne beneficerà la sanità camuna che in questo difficile momento ha trovato l’appoggio di un territorio solidale e unito. Non è che la prima iniziativa di Sara che ora, per lo stesso fine, si è messa a produrre alcune magliette che riportano lo stesso disegno. Disegno che resterà a testimoniare un momento complicato, per il mondo, per l’Italia e per la Vallecamonica».