Feste e negozi
aperti, Brescia
attende la «stretta»

L’Italia è l’unico Paese al mondo dove è possibile tenere aperti i negozi h 24 per 365 giorni l’anno
L’Italia è l’unico Paese al mondo dove è possibile tenere aperti i negozi h 24 per 365 giorni l’anno
Paola Buizza 19.04.2019

Negozi aperti a Pasqua e Pasquetta? Oggi sì, ma potrebbe essere per l’ultima volta. Il condizionale è necessariamente d’obbligo. I sindacati confidano nella revisione del decreto «Salva Vita» del governo Monti sulle liberalizzazioni, con l’introduzione della chiusura per le 12 festività nazionali senza possibilità di deroga. Ma la proposta di legge, dopo le varie audizioni, pare essere in fase di stallo. SECONDO i dati di Federdistribuzione (che rappresenta la distribuzione moderna organizzata) «per oltre il 50 per cento dei cittadini l'acquisto domenicale è diventato un'abitudine consolidata e le aperture domenicali e festive appaiono coerenti con il mutare degli stili di vita e di acquisto delle famiglie che chiedono opportunità alternative per impegnare il proprio tempo libero». I sindacati, da parte loro, continuano a battersi per una regolamentazione delle aperture e per «rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio di poter condividere e trascorrere con i propri cari e le proprie famiglie alcune giornate dell'anno». Il contratto del commercio parla chiaro e dice che i lavoratori hanno diritto a godere delle festività nazionali e infrasettimanali. L’eventuale lavoro festivo, che non è obbligatorio, dà diritto ad una maggiorazione della retribuzione oraria del 30 per cento, anche in caso di part-time. Quindi: c'è chi non sceglie di lavorare e chi sì. Tra questi c'è anche chi, pare capire, ha poco margine di scelta. In Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto una giornata di sciopero per la domenica di Pasqua e nelle festività di Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio. Non a Brescia, dove però i sindacati - che lo sciopero l’hanno indetto per vertenze aziendali al Mercatone Uno, Metro e Auchan - hanno diffuso volantini e manifesti per ribadire che «Il lavoro nella festività è volontario». «Sui generi alimentari c'è la norma regionale che stabilisce: se ci sono due giornate festive consecutive, in una i negozi restano aperti. Chiaro, quindi, che la mattina di Pasquetta i generi alimentari siano aperti. Ma oggi non è più questione di necessità (nei frigoriferi abbiamo modo di conservare quello che vogliamo), si tratta più di consumismo sfrenato» sottolinea Valter Chiocci, segretario generale Fisascat Cisl Brescia. «La maggiorazione per il festivo è del 30 per cento, ma i lavoratori non diventano ricchi. Anzi, a volte viene dato loro il riposo compensativo e non i soldi». «Noi vogliamo fare in modo che le leggi e le sentenze vengano rispettate. Dove i lavoratori hanno esercitato questo diritto le aziende non hanno potuto contestare loro nulla. È chiaro che se c'è ritorsione nei confronti dei lavoratori ci opereremo anche in questo caso» garantisce Giuseppe Leone della Filcams Cgil di Brescia. Ai cittadini consumatori, i sindacati chiedono comprensione: «La nostra è una presa di posizione forte e necessaria, non perché nel commercio non hanno voglia di lavorare, ma si chiede di poterlo fare in assoluta dignità, nel rispetto delle leggi e dei contratti nazionali», specifica Leone. A cui fa eco Roberto Maestrelli di Uiltucs Uil Brescia: «I consumatori devono comprendere che non ci troviamo di fronte a un servizio pubblico essenziale, come gli ospedali, o a un servizio del settore turistico. All’inizio del decreto Monti (2011) forse un aumento del numero di occupati c’è stato. Ma negli ultimi 6/7 anni l’organico delle aziende è calato mentre i carichi di lavoro sono aumentati, ma non sono ripartiti in modo equo. Gli stili di vita saranno cambiati, ma non hanno portato a una maggiore occupazione, né a un maggior salario». Sono molte le categorie che lavorano la domenica e i festivi, ma non tutti hanno la possibilità di turnare e c’è chi, per ottenere un part time (esigenza soprattutto femminile), deve garantire la sua presenza tutte le domeniche. «Siamo consapevoli di questi problemi e non siamo felici» commenta Carlo Massoletti, presidente di Confcommercio Brescia. «Il modello di business sta cambiando e si sta tornando a dare importanza alle relazione umana - continua -. I lavoratori vanno motivati, gratificati e formati». IL GOVERNO sta pensando di mettere mano alle liberalizzazioni del decreto Monti – «siamo l'unico Paese al mondo dove i negozi possono stare aperti 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, nemmeno a Hong Kong succede» – e Confcommercio, spiega Massoletti, in audizione ha promosso «la chiusura di 12 festività annue, che fanno parte del nostro vissuto, con deroghe per le attività sotto i 400 metri quadrati. Questo per favorire le località turistiche e i centri storici». Quando alle domeniche: «Pensare di tenere chiuso, ormai, non è possibile. Creerebbe danni a molte imprese». Confesercenti Brescia, che successivamente al decreto Monti raccolse 11mila firme contro l’apertura delle domeniche, oggi ha un pensiero diverso: «Sono trascorsi otto anni, i tempi sono cambiati - commenta il presidente Alessio Merigo - è giusto trovare la sintesi che tenga conto di tutte le esigenze. L’e-commerce, poi, è come un macigno e gode di un vantaggio». Sulla chiusura delle 12 festività, con deroga sopracitata, l’associazione sottoscrive. E sui datori di lavoro scorretti Merigo commenta: «Abbiamo sempre chiesto il rispetto delle norme contrattuali, sempre. C’è chi non le rispetta? Ci sono i sindacati, e sono agguerriti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA