Ex Polveriera,
ecco il progetto.
Il rilancio vale 6 milioni di euro

Una veduta dell’ex Polveriera. Pronto il piano di rilancio che vale sei milioni di euro
Una veduta dell’ex Polveriera. Pronto il piano di rilancio che vale sei milioni di euro
Manuel Venturi20.11.2020

Il futuro dell’area dell’ex Polveriera di Mompiano «costa» 6 milioni di euro. Dopo anni di bonifiche, discussioni e idee, si è arrivati al primo progetto di fattibilità per il grande polmone verde che sorge nella Valle di Mompiano, porta d’ingresso per il Parco delle Colline: la sintesi del nuovo progetto, curato dagli architetti dello Studio Dodici di Brescia, è stata presentata ieri nel corso di una seduta della Commissione Ambiente della Loggia, presieduta da Anita Franceschini. L’ASSESSORE all’Ambiente del Comune, Miriam Cominelli e gli architetti hanno mostrato il progetto, diviso in quattro fasi che si succederanno temporalmente, elaborato sulla base del confronto tra le quattro realtà che hanno preso parte alla manifestazione d’interesse per la gestione dell’area: i Gnari de Mompià, Andrea Friggi, la Fondazione San Giorgio e la partnership tra la Società escursionisti bresciani Ugolini e Gialdini Srl. Il primo intervento, del valore stimato di poco meno di un milione e mezzo di euro, riguarderà la realizzazione di un’area di sosta (ci sono due ipotesi per ubicarla all’ingresso dell’area e una per costruirla ai piedi di via Valle di Mompiano, valorizzando i percorsi pedonali e ciclabili), il recupero delle riservette 5 e 6, una per accogliere un’area ristoro e un’aula didattica e l’altra per un primo spazio polifunzionale per le realtà che faranno vivere l’ex Polveriera, ma anche il consolidamento dei percorsi esistenti, uno spazio gioco, il riallestimento del monumento ai caduti della Polveriera e la riconversione delle altre piastre (dove una volta c’erano edifici oggi scomparsi) in spazi di sosta e pic-nic, oltre alla necessaria realizzazione degli scarichi fognari e degli allacciamenti per l’elettricità, che rappresentano una delle voci di spesa più importanti. La fase 2 (da 1,4 milioni di euro), nello spazio che oggi è chiuso al pubblico, vuole realizzare uno spazio per la pet teraphy, uno per gli scout, interventi sui margini del bosco, la messa in sicurezza degli argini del torrente Garzetta e la valorizzazione del «Percorso di ronda». Il terzo step punta ad implementare la fase precedente, con la messa a dimora di una parete per arrampicata, il completamento della pista da mountain bike, ma anche a sostituire le robinie con latifoglie di pregio. L’ultima fase (la più corposa, del valore ipotizzato di quasi 2,4 milioni di euro) riguarda le riservette che, per ora, non sono state oggetto di interesse nel primo percorso partecipativo: «Sappiamo che i costi sono alti, perché dobbiamo seguire stringenti linee guida legate alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del patrimonio storico e naturale dell’area – ha commentato Cominelli -. Oltre che a risorse di bilancio, vorremmo coinvolgere i privati per realizzare il progetto». L’opposizione, pur mostrando apprezzamento per il progetto, ha mosso alcune critiche: la capogruppo di Forza Italia, Paola Vilardi, ha richiamato l’assenza di strutture come un ristorante e un ostello e ha lamentato «l’assenza di coinvolgimento di Brescia Infrastrutture», mentre il suo omologo della Lega, Massimo Tacconi, si è chiesto se, a fronte di un impegno economico così consistente, «la Loggia abbia davvero la volontà politica di riqualificare quest’area». «C’è attenzione per assicurare risorse e realizzare poco alla volta il progetto», ha risposto l’assessore al Bilancio, Fabio Capra. • © RIPRODUZIONE RISERVATA