Coprifuoco, bar chiusi e silenzio Il deserto nella notte di Brescia

I locali bresciani alla chiusura ben prima di mezzanotteIn piazza Loggia sono da poco passate le 23: e non c’è in giro nessuno a causa del coprifuocoI portici di via X Giornate totalmente deserti FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
I locali bresciani alla chiusura ben prima di mezzanotteIn piazza Loggia sono da poco passate le 23: e non c’è in giro nessuno a causa del coprifuocoI portici di via X Giornate totalmente deserti FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
Marta Giansanti24.10.2020

Un salto nel passato ma, fortunatamente, ancora in formato ridotto: Brescia è ripiombata in quel silenzio assordante che nessuno avrebbe più voluto rivivere. Ha inizio l'era del coprifuoco: giovedì il primo assaggio, riassaporato ieri con una pioggerellina insistente che ha lavato via la vita notturna. Alle 23 si è spenta la città e la movida è andata a dormire presto. Sono passate solo due sere dall'inizio dell'ultimo provvedimento regionale firmato da Attilio Fontana ma la strada prospettata sembra essere ancora più tortuosa. Non si fa che parlare d'altro: l'argomento principe in ogni locale, tra clienti insoddisfatti ed esercenti tanto arrabbiati quanto preoccupati, sono le nuove misure che limitano il commercio e la libertà personale. NORME PENSATE esclusivamente per un unico fine: scongiurare altri lockdown e un ulteriore peggioramento di una situazione considerata dagli esperti già al limite. Nel frattempo quella lieve vivacità controllata, che anima le principali piazze cittadine fino alle prime ore della notte, cede il passo alla quiete. Il ritorno a ordinanze radicali per una recrudescenza del virus, già da qualche tempo, ha portato ad affrontare le giornate con maggiore cautela scongiurando uscite non essenziali e aggirando incontri fortuiti, di giorno come di sera. Dopotutto è quanto richiesto dai piani alti della politica: «Limitare gli spostamenti non necessari», come esortato dal premier Giuseppe Conte, per evitare che si diffonda maggiormente il contagio da Coronavirus, e scansare ogni possibilità di adottare «interventi più gravosi». SONO POCHI i clienti seduti ai tavolini di bar e ristoranti: i più hanno deciso di sfuggire alla «cacciata» un'ora prima dello scoccare della mezzanotte, alzandosi per tempo e andando via senza attendere il coprifuoco. Si torna a casa presto per non incappare in controlli indesiderati. C'è chi, come garanzia, tiene lo scontrino appena emesso: un amuleto per essere protetti da sanzioni salate. Il binomio coprifuoco e brutto tempo di ieri non ha per nulla invogliato alla passeggiata tra le vie del cuore cittadino. Il cielo grigio ha avvolto la città in un'atmosfera melanconica. In parecchi angoli del centro storico si sono spente le luci dei locali ben prima delle 23. Ad accompagnare la conclusione di un altro giorno, scandito dalle leggi di un'emergenza sanitaria che sembra non avere fine, solo il frastuono delle saracinesche e il saluto tra titolari e dipendenti. Alcuni di loro parteciperanno stasera a un'altra manifestazione in forma statica contro il coprifuoco in piazzale Arnaldo, dalle 19 alle 21. • © RIPRODUZIONE RISERVATA