Consiglio provinciale
Scossa dopo
il ribaltone

Sarnico ha chiesto un riconteggio delle schede della sezione rossa, richiesta accolta dalla  segreteria generaleMaione (Fi) e Tacconi (Lega) in Broletto dove sono stati convocati i rappresentanti di listaUn momento delle procedure di ricontrollo dei voti FOTOLIVE
Sarnico ha chiesto un riconteggio delle schede della sezione rossa, richiesta accolta dalla segreteria generaleMaione (Fi) e Tacconi (Lega) in Broletto dove sono stati convocati i rappresentanti di listaUn momento delle procedure di ricontrollo dei voti FOTOLIVE
Mauro Zappa 19.03.2019

Gianmaria Giraudini o Giovanni Battista Sarnico? Questo il dilemma che ha tenuto in scacco il Broletto per l’intera giornata di ieri, rebus risolto solamente in tarda serata e a favore del secondo. All’indomani delle elezioni provinciali il dato certo e mai messo in discussione è stato il sorpasso del centrodestra ai danni del centrosinistra: un «otto consiglieri a sette» che nel lunedì post voto ha sancito un ribaltamento dei rapporti di forza in Provincia. Ciò che invece ha innescato infinite discussioni e ripetuti colpi di scena è stato il decretare chi fosse davvero l’ultimo degli eletti di «Comunità e Territorio». E di conseguenza stabilire le generalità del primo degli esclusi della coalizione di centrosinistra. DOMENICA SERA, a scrutinio completato, pareva essere stato Giraudini (esponente civico e sindaco di Villa Carcina) ad essersi aggiudicato uno scranno in Broletto, grazie ad un risicato vantaggio di sedici voti ponderati sul suo omologo (Sarnico-Pd) di Ospitaletto. A mezzogiorno di ieri nell’aula consiliare di palazzo Broletto si è però seduto, tra la sorpresa generale, quest’ultimo. Il motivo? Dicendosi certo che le preferenze attribuitegli nella «sezione rossa» (quella riservata al voto di sindaci e consiglieri comunali di realtà tra i 10.001 e i 30.000 abitanti) fossero state una in meno rispetto a quelle effettivamente espresse dagli elettori, Sarnico ha chiesto un riconteggio delle schede di quella sezione. Richiesta accolta dalla segreteria generale del Broletto, forte del fatto che a proprio insindacabile giudizio il decreto ministeriale che regola lo svolgimento delle elezioni di ieri l’altro consentiva all’ufficio una «verifica puntuale» da svolgersi a fronte di una valida ragione addotta. Secondo Sarnico, ventiquattro tra sindaci e colleghi votanti in quella specifica sezione gli avevano garantito di avere mantenuto la parola data, e dunque di averne scritto il nome sulla scheda. Si è dunque stabilito di appurare che nessuno dei supporter di Sarnico si fosse macchiato del reato di tradimento. Ovvio avere analizzato con pazienza certosina tutte le schede rosse già precedentemente passate al setaccio in via Balestrieri. Molto meno che l’operazione effettuata nelle stanze del Broletto sia avvenuta al cospetto del solo Sarnico. Il controllo ha effettivamente comprovato quanto sostenuto dal sindaco di Ospitaletto, ribaltando di fatto la classifica finale degli eletti in casa centrosinistra. Ergo, Sarnico dentro e Giraudini fuori. Che qualcosa non tornasse lo si era capito a mezzogiorno, quando l’inizio della cerimonia di proclamazione degli eletti ha iniziato a slittare, per poi essere procrastinata a data da definirsi. Nel frattempo dal Broletto è partita la precettazione recapitata a tutti i rappresentanti di lista perché si presentassero alle 15 nel Palazzo della Provincia. È stato un lungo pomeriggio, trascorso nel tentativo di raddrizzare una situazione che si era fatta surreale e che ha visto il centrodestra nei panni di distaccato osservatore di un’impasse che ha visto per protagonisti i suoi avversari politici. Le possibilità a disposizione della commissione elettorale sono state sostanzialmente due. La prima: accettare come buona la fotografia scattata domenica sera, proclamare eletto Giraudini e lasciare che fosse un eventuale ricorso di Sarnico al Tar a sancire chi tra i due contendenti fosse arrivato davanti. Circostanza che avrebbe comunque smentito la decisione presa in mattinata. La seconda: prendere atto della verifica effettuata il lunedì e mettere agli atti un verbale in cui riportare che un errore in sede di scrutinio c’era stato e che ad esso, per quanto in maniera irrituale, si è posto poi rimedio. Si è optato per la seconda ipotesi, decisione che parrebbe lasciare ampi margini a Giraudini per appellarsi al tribunale amministrativo lombardo. Avari di dichiarazioni i protagonisti della vicenda. Sarnico: «Ho unicamente chiesto di verificare i voti, e ciò che conta sono esclusivamente i voti». Giraudini: «Sono sorpreso, non posso dire altro se non di essere infastidito sul piano umano». Circa la possibilità di imboccare una strada costellata di carte bollate il sindaco di Villa Carcina è stato vago, ripromettendosi di considerare la possibilità in un secondo momento, a bocce ferme. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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