«Ci capivamo con uno sguardo Ancora non posso crederci»

Angiolino Massolini05.07.2020

Un’altra tragedia, l’ennesima che colpisce gli appassionati di ciclismo: ieri mattina, sulla strada che unisce Castelvenzago a Madonna della Scoperta nel comune di Lonato, è morta Roberta Agosti tesserata per il Team Millenium Loda. Da qualche tempo era la compagna dell’ex campione del mondo e d’Italia Marco Velo, ora vice di Davide Cassani nella struttura tecnica della Federciclismo. GRANDE SPORTIVA, insegnante di yoga, madre di Luca e Anna, era figlia del fondatore del marchio di giocattoli Toys, l'imprenditore Antonio Agosti. Aveva abbracciato la filosofia del team guidato dall’ex professionista Nicola Loda una decina di anni fa. È stato proprio Nick a presentare all’amico e collega Marco Velo, cresciuto come lui al Pedale Bresciano, Roberta Agosti, la quale da un paio d’anni scarsi aveva interrotto gli allenamenti al Millenium per dedicarsi al ciclismo vero, quello pedalato su strade sicure. Come lo era quella che stava percorrendo ieri insieme a una decina di amici e colleghi e all’amato Marco. Un improvviso scarto di chi stava pedalando davanti a lei l’ha costretta a una piccola deviazione sulla sinistra che le è risultata fatale. Dalla parte opposta è sopraggiungeva un camion-cisterna per il trasporto del latte che l’ha investita in pieno. L’intervento dell’elisoccorso si è rivelato purtroppo inutile. La corsa di Roberta Agosti, graziosa, affabile, generosa, si è drammaticamente conclusa. Una disgrazia che ancora una volta fa riflettere sulla mancanza di percorsi riservati solo agli appassionati di ciclismo. L’ennesima tragedia del mondo del ciclismo si è consumata peraltro su una strada poco trafficata, in tutta sicurezza, come afferma Marco Velo. «Abbiamo deciso di percorrere questa strada perché poco battuta dal traffico – dice l’ex professionista di Ciliverghe -. Stavamo pedalando tranquillamente senza impegnarci a fondo. Purtroppo una improvvisa decelerazione ha costretto Roberta a spostarsi ed è stato inevitabile l’incidente». SPORTIVA A 360°, lei dedicava i momenti liberi allo sport di lui. «Con Roberta ci intendevamo con un’occhiata. Dolcissima e affabile è stata una compagna davvero molto speciale. Quello che è accaduto ha dell’inverosimile. Non mi sembra vero perché tutto stava filando liscio come l’olio. Questo è un colpo molto duro per tutta la sua famiglia e per me: morire a questa età per un crudele colpo del destino è incredibile». Nicola Loda, ex professionista con il quale Roberta si è allenata per tanti anni, appresa la notizia da Marco Velo è rimasto senza parole. «Ancora una volta il nostro gruppo paga un conto molto salato. Ogni volta che ci mettiamo sulle strade cerchiamo di farlo in sicurezza ma purtroppo l’inconveniente è dietro l’angolo. Basta un nonnulla per andare incontro ad eventi drammatici. Da parte nostra cerchiamo sempre di scegliere strade poco battute dal traffico: l’ho fatto anch’io oggi insieme a una cinquantina di tesserati del mio team. Però è sempre molto difficile pedalare tranquilli e ogni volta che concludiamo le nostre passeggiate tiro un grosso sospiro di sollievo. Per quel che concerne l’amica Roberta cosa posso dire: era dolce come nessuno al mondo, una compagna di viaggio preziosa che mancherà a tutti. Alla sua famiglia e a Marco ovviamente. Da parte mia perdo un’amica sincera. Sempre pronta a tendere la mano. Non mi sembra ancora vero che se ne sia andata». Chissà che questa ennesima tragedia che colpisce il ciclismo non faccia breccia nel cuore degli amministratori, per cercare di realizzare quei percorsi protetti che permetterebbero agli appassionati di ciclismo di pedalare sereni e tranquilli. Nel Bresciano le zone adatte non mancano. Basta solo avere un po’ di immaginazione e magari appoggiarsi a chi si intende di ciclismo. •