«Christo mi ha insegnato cos’è la vera genialità»

I coniugi Beretta con Christo
I coniugi Beretta con Christo
Riccardo Bormioli02.06.2020

«Io sono un industriale e non sono mai stato un esperto di arte, soprattutto di quella contemporanea, ma l'esperienza vissuta con Christo non solo mi ha affascinato, ma mi ha fatto capire cosa può essere la genialità non solo artistica». Franco Gussalli Beretta, uno dei mecenati, se si può dire ancora così, che hanno reso possibile The Floating Piers e quella straordinaria passerella che ha stregato quattro anni fa Iseo, l'Italia e il mondo, ricorda gli incontri con il grande artista scomparso due giorni fa. «STANDOGLI VICINO - racconta Franco Beretta -, mentre ci spiegava cosa voleva fare e come lo voleva fare, è stata una vera e propria fascinazione perchè oltre al genio dell'uomo e alla genialità dell'opera sono rimasto colpito dalla dimensione ingegneristica di cosa Christo voleva realizzare, e per un industriale come me questo aveva un fascino straordinario. Mi ha insegnato molto la sua vicinanza». Lei ha vissuto passo passo la gestazione di The Floating Piers: quali sensazioni giorno dopo giorno ha provato? «Mi sono reso conto che visione e realizzazione dell'opera costituivano l'asse portante di un progetto che andava oltre la stessa idea artistica. In più la stessa parte creativa aveva dentro di sè una dimensione strutturale e ingegneristica che Christo ci ha spiegato ricordandoci che il suo progetto non era solo una grande passerella su lago, ma la necessità di far sentire il movimento dell'acqua: insisteva su questo punto, e questo ha realizzato concretamente». Franco Beretta ricorda ogni passaggio della costruzione di The Floating Piers, un sogno che sbocciava: «Ha veramente permesso a tutti di camminare sull'acqua del lago. Anzi, ricordo che ripeteva che su The Floating Piers bisogna camminare a piedi nudi per coglierne l’essenza». E quel colore credo sia stato un punto fondamentale per l'artista... «Era un delle intuizioni, queste sì artistiche, sulle quali ha più insistito. Parlava di sfumature di colore, di tessuto e di tonalità che cambiavano a seconda dell'incidenza del sole, di quanta acqua bagnava la passerella. Ne parlava e vedeva tutto questo prima ancora che fosse realizzato. Io quel che voleva lui l'ho capito e l'ho visto quando, appena steso il telo, mi ha portato sulla montagna più alta sopra Sulzano da dove si dominava tutto il lago e la passerella. Li mi sono reso conto chi è un vero artista, colui che ha già davanti agli occhi la sua opera d'arte. E sono rimasto affascinato da ciò che vedevo». Insomma ha capito l'arte? «Si, almeno penso di aver capito la vera filosofia e anima dell’artista Christo. Ma sono rimasto colpito anche da un'altra cosa - conclude Franco Gussalli Beretta -. Quando ottenuti tutti i permessi ha capito che poteva realizzare quel che aveva davanti agli occhi e dare in giro a spiegare, soprattutto ai giovani che abitavano il territorio, cosa stava per realizzare, come e perchè. E tutto questo mi ha fatto capire chi era veramente Christo: l'artista ma anche l'uomo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA