Bontà a chilometro
zero e ingredienti
di qualità:
così il gelato «si fa in tre»

Cliente e commessa nella gelateria «Rock» di Vestone
Cliente e commessa nella gelateria «Rock» di Vestone
Massimo Pasinetti30.06.2020

Non si può parlare di gelato, in Valsabbia, senza raccontare la storia della famiglia Zanoni. Tutto inizia negli anni Ottanta del secolo scorso, quando papà Giuseppe, dopo aver aperto a Bione nel 1978 il ristorante pizzeria «Rock» mutuando il nome da sé stesso, appunto «il Roc», aggiungendo una k, inizia anche a produrre gelato artigianale di qualità e di gran gusto. Intanto dall’unione con la moglie Silvia nascono i quattro figli subito ribattezzati «ruchitì»: Liliana, Patrick, Laura e Gianluca. E mentre i bimbi crescono, il gelato del «Roc» piace e sfonda. È IL 2008 quando la figlia Liliana, oggi 38enne, aiutante a Bione di papà nel preparare il gelato, dopo il diploma da cuoca decide che un prodotto così buono non deve restar confinato e sceglie di aprire la gelateria a Odolo, la prima in valle a fare asporto. Nel 2011 è la volta del negozio a Vestone e infine nel 2011 c’è il debutto ai Tormini di Roè Volciano. Intanto nasce una srl che, con soci i quattro fratelli guidati da Liliana, raggruppa le tre gelaterie, tutte con lo stesso nome, gelateria «Rock». Oggi a Odolo, dove la gelateria è stagionale, ci sta Laura, che è anche ai Tormini, aperto tutto l’anno, con due dipendenti, Michela e Arianna; e di Vestone, aperto tutto l’anno soprattutto nel weekend, si occupa Liliana con la dipendente Francesca. «Ogni gelateria - spiega Liliana, che intanto si è laureata all’Agraria di Padova in Tecnologia Alimentare - cura la sua produzione. Tra i nostri clienti ci sono singoli, coppie e famiglie, ma anche realtà ristorative come il Gruppo Silmar dei Niboli, che si rifornisce da noi per le proprie mense. Alla consegna pensiamo noi col nostro furgone». Il gelato degli Zanoni «è prodotto solo con latte biologico a chilometro zero; e la materia prima è di alta qualità. La frutta è sempre fresca di stagione», prosegue. Insieme le tre gelaterie fanno in media 100 chili di gelato al giorno: «Abbiamo molti gusti classici (30 a vetrina, altrettanti dietro, in laboratorio) ma si spazia tra i gusti stessi con attenzione alle intolleranze del cliente - continua -. La particolarità è che sperimentiamo sempre. Dal gusto pera e zenzero ad amarena e granella di cioccolato. Ma prediletti sono comunque i classici». All’inizio, racconta ancora Liliana, «non era facile far capire al cliente che chiede un certo gusto di gelato che se il prodotto non è di stagione, non lo si produce. È una questione di garanzia della qualità». Un’attività avviata che ha trovato un nuovo sbocco anche in questo periodo di emergenza. «Da un lato il Covid ci ha ritardato l’inizio della stagione - racconta -, ma dall’altro ha dato una forte spinta verso le consegne a casa. Per questo utilizziamo l’app “Rock Gelateria” pensata apposta per noi da un’azienda friulana, e durante il lockdown abbiamo fatto consegne “delivery” per 150 chili di gelato al giorno». Ora l’app rimarrà per il futuro: «Vogliamo incrementare le consegne durante l’inverno, quando il gelato è gradito ma non si esce di casa per comprarlo». Il segreto del successo? «L’essere una squadra coesa, e quindi vincente. E l’aver sempre lavorato col cuore. I macchinari aiutano, ma il cuore, assieme a costanza e scelta dei prodotti, fa la differenza - conclude Liliana-. Per il futuro la lampadina delle idee non s’è ancora accesa. Ma l’intenzione di crescere ulteriormente c’è». •