Assisi incanta tra silenzi e preghiere

Federica Pizzuto 25.04.2019

Vivacità e riflessione, strilli e silenzio: continua su un duplice binario il pellegrinaggio che oltre duemila ragazzini bresciani che frequentano le scuole superiori di primo grado stanno affrontando in questi giorni. Giunti martedì ad Assisi, i giovanissimi stanno vivendo un’esperienza di grande valore, dando prova di un profondo interesse per ciò che li circonda, per le vite altrui – di oggi e di ieri - e per ciò che ancora gli è ignoto. Incontrando chi ha compiuto decise scelte di vita e ascoltando alcune testimonianze di vocazione, i ragazzi stanno entrando sempre più nella storia delle vite di San Francesco e Santa Chiara. Due figure da prendere a modello, così come ha ricordato il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada nella prima Messa del pellegrinaggio, celebrata martedì pomeriggio nella Basilica Superiore di San Francesco. DUE FIGURE che stanno agevolando il percorso dei preadolescenti bresciani verso una sempre più intensa riflessione sul proprio impegno, sui propri comportamenti, sulle conseguenze delle proprie azioni. Suddivisi in gruppi per facilitare l’esperienza e per renderla indelebile, i ragazzi hanno incontrato monache clarisse, suore Alcantarine e suore Missionarie di Gesù Bambino: con loro si sono addentrati in quei fatti che Giotto dipinse con grande maestria e ancora oggi affascinano chi ha l’onore di vedere Assisi. Attraverso ciò che i testimoni hanno comunicato loro, attraverso il racconto di momenti di vita intimi e personali, attraverso la narrazione di episodi chiave della vita dei due Santi, i giovani hanno dunque acquisito nuovi strumenti per ragionare, per comprendere meglio se stessi e il proprio cammino, per prendere, magari, nuove decisioni o intraprendere nuove strade. Tra le molte proposte cui i preadolescenti hanno partecipato durante la giornata di ieri la rappresentazione teatrale del Seminario Minore di Brescia merita una menzione. COSÌ COME davanti al vescovo e a suo padre San Francesco decise di togliersi le vesti e rinunciare alle ricchezze materiali per cercare una ricchezza più alta e più profonda, quella della fede evangelica, così ieri, nel Santuario della Spogliazione, un giovane del Seminario Minore si è spogliato di una veste sulla quale comparivano, sotto forma di bigliettini scritti dai ragazzi, atteggiamenti e sentimenti negativi. Accogliendo dunque l’invito del vescovo Pierantonio, che durante l’omelia di martedì ha incitato i giovani ad abbandonare la via dell’odio e dell’intolleranza, i ragazzi hanno scelto di spogliarsi di ciò che non solo non serve, ma è persino dannoso. Addio dunque all’egoismo, alla pigrizia, alle chiacchiere. Addio alla violenza, all’invidia, all’ira. Il cammino verso la consapevolezza di sé e del proprio agire è quindi già iniziato per questi giovanissimi, che si apprestano oggi a vivere l’ultima tappa del pellegrinaggio con la certezza di avere nel cuore la più grande ricchezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA