Aperitivi al tavolo: l’obbligo resta solo per venerdì e sabato

Gli assembramenti ieri sera in piazza Arnaldo
Gli assembramenti ieri sera in piazza Arnaldo
Marta Giansanti01.08.2020

Ordinanza che vince non si cambia. Ma si modifica, rendendola più soft. Confermate solo parzialmente le restrizioni alla vendita e al consumo di bevande alcoliche da asporto. Lo ha annunciato ieri il sindaco Emilio Del Bono, convalidando «un’ordinanza ben collaudata» che va avanti dalla metà di maggio. «Da quel primo folle assembramento in piazzale Arnaldo, passato alle cronache – ricorda il primo cittadino –. Da allora abbiamo operato un primo provvedimento limitato all’imminente fine settimana, dopodiché è stata disposta un’ordinanza più strutturale dal giovedì alla domenica, per ogni bevanda, alcolica e non». E da ieri la musica è leggermente diversa: le limitazioni sono estese esclusivamente alle giornate di venerdì e sabato, dalle 20 alle 7 di mattina, fino al 30 agosto. Un altro mese in cui sarà vietata la vendita da asporto di bevande alcoliche. Ieri sera però la «movida» è tornata a farsi sentire: intorno alle 23.30, al momento di andare in stampa, erano ben evidenti in piazza Arnaldo assembramenti e comportamenti borderline, con la gente senza mascherine. È stata la prima volta dopo quel famoso week-end di maggio. Quindi per qualcuno c’è ancora da ben recepire le regole men tre, tornando all’ordinanza, il divieto di vendita di alcolici è confermato anche per gli esercizi di vicinato, per le attività artigianali, per i distributori automatici e per le medie strutture di vendita. Una reiterazione approvata anche dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. «La validità delle disposizioni - ha aggiunto Del bono - si rispecchia nel raggiungimento in particolare di due obiettivi: i gestori dei locali che, salvo rare eccezioni, hanno assunto un atteggiamento di collaborazione, di attenzione e di rispetto verso le congrue applicazioni, e i cittadini che si sono dimostrati responsabili». Almeno fino a ieri sera. POCHISSIME in ogni caso le eccezioni: 10 le sanzioni che la Polizia Locale ha comminato a cittadini senza mascherina e solo tre quelle contro esercizi pubblici che non hanno potuto garantire il rispetto delle norme. Un peccato veniale però: non c’erano infatti i presupposti per il plateatico. Dehor nella maggior parte dei casi ampliati, grazie all’unione di regole nazionali e comunali: gratuità fino a fine ottobre, possibilità di ampliamento del 50% e nuove richieste seguite da una burocrazia snellita a sole 48 ore. Su circa 400 pubblici esercizi, 320 hanno ottenuto l’ampliamento mentre 70 sono state le nuove concessioni: in entrambi i casi solo una decina sono state le richieste bocciate per impossibilità. Un problema, quello della mancanza di spazi esterni, riferito soprattutto alle attività del Carmine. Con loro, il sindaco ha avviato un confronto costruttivo, arrivando a un punto di incontro: la chiusura di alcune strade per permettere di allestire tavolini all’aperto. Approvata la rassegna «Cene sotto le stelle» nei sabati dell’1, dell’8 e del 29 agosto in via Fratelli Bandiera e in Contrada del Carmine (da via Battaglie a vicolo dell’Anguilla). Stessa cosa anche per martedì 4 agosto (esclusa via Fratelli Bandiera). Unicamente cene all’aperto però: non sono state autorizzate attività musicali o spettacoli di alcun genere. «E’ fondamentale mantenere alta l’attenzione. Brescia ha pagato un prezzo altissimo in questa emergenza sanitaria e nonostante il notevole miglioramento della situazione non siamo mai stati un Comune Covid-free – precisa Del Bono -. Perché il virus dalla nostra città non se n’è andato e l’assistenza medica è tuttora richiesta. Continuiamo a mantenere alta l’attenzione e a evitare atteggiamenti superficiali». • © RIPRODUZIONE RISERVATA