«Anziani disperati: prenotare il vaccino è quasi impossibile»

Chi non ha il medico di famiglia  che lo fa fatica a prenotare il vaccino
Chi non ha il medico di famiglia che lo fa fatica a prenotare il vaccino
Silvana Salvadori21.11.2020

Sono arrabbiati, stanchi, si sentono anche un po’ presi in giro. «Gli anziani del quartiere di via Chiusure ci chiamano tutti i giorni, sono alla ricerca ormai disperata del vaccino antinfluenzale e passano le ore attaccati al telefono nella speranza di prendere la linea per prenotare la vaccinazione. Quei pochi che ci riescono magari vengono spediti a Poncarale o a Pezzaze». MARCELLO Scutra, referente del Punto Comunità Chiusure in città, ogni giorno raccoglie testimonianze e sfoghi degli anziani del quartiere sempre più frustrati dal non riuscire ad esercitare un diritto fondamentale come quello della salute. «Nei mesi scorsi gli anziani hanno avuto modo di conoscere il Punto di Comunità, di cui fanno parte varie associazioni come Acli, Pensionati Cgil, Auser, Associazione genitori scuola Torricella e Centro operativo difesa ambiente, e così hanno imparato a fidarsi di noi. Ci raccontano quello che vivono, le difficoltà che hanno. E l’arrabbiatura per la questione dell’antinfluenzale è ormai molto alta» racconta Scutra. Nella zona di via Chiusure molti medici non hanno aderito alla campagna di vaccinazione antinfluenzale e i loro pazienti faticano a trovare l’interlocutore corretto per concordare la prenotazione. «Io capisco che in un momento come questo, la prenotazione per il vaccino sia necessaria. Ma non è possibile che si trascorrano ore in attesa al telefono e poi, se si riesce a prendere la linea, risponda qualcuno che non conosce il territorio. A due anziani è stata fissata la vaccinazione a metà dicembre a Poncarale, altri due a Pezzaze. Chi è fortunato viene spedito a Nave o a Collebeato – è lo sfogo di Scutra -. Stiamo parlando di persone anziane, alcune anche con patologie gravi che devono attraversare le provincia per poter esercitare un loro diritto. Va bene che dobbiamo avere pazienza, ma così ci si sente proprio maltrattati». Di riuscire a procurarselo a pagamento, proprio non se ne parla. «Alcuni anziani non vogliono acquistarlo per una questione di principio: sanno di averne diritto e non vogliono, o non possono, dover pagare di tasca loro per una somministrazione che dovrebbe essere loro garantita gratuitamente» puntualizza il referente del Punto Comunità. Ma non è solo un puntiglio: «Fino all’anno scorso, chi aveva meno di 64 anni e voleva avere il vaccino antinfluenzale, lo acquistava in farmacia a 12 euro. Oggi, chi riesce a trovarlo, lo paga almeno 60 euro. Perché il costo è quintuplicato?» si chiede Scutra. Analoga situazione viene descritta dalla collega Gisella Tortelli del Punto Comunità del quartiere Badia. «I Punti Comunità sono chiusi, ma gli anziani ormai ci conoscono, siamo diventati punti di riferimento. E ci fermano per strada, persino in chiesa, per chiederci la stessa cosa: se sappiamo come ottenere la prenotazione per il vaccino antinfluenzale» testimonia la referente della Badia. «C’è molto malcontento intorno a questa faccenda. Quest’anno, che si sarebbe vaccinato volentieri anche chi di solito non esegue l’antinfluenzale, siamo nella condizione che non ce ne siano nemmeno per quelli che l’hanno sempre fatta. Non parliamo di quelli che hanno fra i 60 e i 64 anni: hanno detto che potevano prenotarsi gratuitamente anche loro, ma in realtà vengono rimbalzati a data da destinarsi» aggiunge Gisella Tortelli. «Badia è un quartiere con molti anziani, tanti dei quali sono soli, fragili. Ora si devono arrangiare per una cosa così importante in un momento caotico e delicato come questo. Sono davvero molto arrabbiati». •