Ammazzato a colpi
di roncola dall’amico
al culmine di una lite

Sigilli sull’ingresso dell’abitazione in cui vivevano Puritani e ArrigoCarabinieri impegnati negli accertamenti a Esine FOTOLIVE
Sigilli sull’ingresso dell’abitazione in cui vivevano Puritani e ArrigoCarabinieri impegnati negli accertamenti a Esine FOTOLIVE
Mario Pari03.06.2020

Mozziconi. Di sigarette e di esistenze umane. Il destino ha incrociato irreversibilmente quanto viene buttato di una sigaretta e quanto rimane di vite segnate dal degrado. Al punto che il rifiuto d’andare a raccogliere per terra i mozziconi è culminato in un delitto. VINCENZO ARRIGO, 59 anni e un rapporto tormentato con la giustizia è stato ucciso a colpi di roncola lunedì sera a Esine. Con l’accusa di omicidio volontario i carabinieri hanno arrestato Bettino Puritani. Sopravvivevano insieme da qualche mese. Nessun lavoro, elemosina per un bicchiere di vino, per le sigarette, i pasti forniti dalla Caritas. In tutto ciò non veniva meno l’ospitalità che Puritani, da tempo dava a Arrigo. La vittima del delitto era ai domiciliari, per atti persecutori verso la compagna. L’amico l’aveva ospitato. Andava lui, Puritani a prendere il cibo, per entrambi, alla Caritas. Lunedì sera non è stata una questione di cibo. C’entravano, appunto, i mozziconi di sigarette. Ma non subito. Prima le sigarette. «Vai fuori per strada a chiedere qualche sigaretta» avrebbe detto la vittima a Puritani che, in effetti è uscito di casa. Ma a quell’ora per via Mazzini, a Esine nessuno ha dato sigarette a Bettino Puritani. Il rientro a casa non è stato felice. «Allora vai a raccogliere i mozziconi» sarebbe stata l’intimazione di Arrigo. Bettino Puritani non è andato, non è uscito a raccogliere mozziconi per terra. È stato l’inizio della fine. Prima le parole, poi le mani e i piedi. Quindi, la roncola. Era appesa al muro e veniva usata per tagliare la legna con cui accendere il fuoco in casa. L’ha impugnata, per primo Arrigo, secondo la versione di Puritani. E avrebbe cercato di colpire, urlando «ti uccido», Bettino Puritani che si è procurato dei tagli nel tentativo di difendersi. Una difesa che ha portato Puritani a strappare di mano l’arma. Puritani ha colpito Arrigo due volte al capo. Colpi vibrati orizzontalmente. Le urla e le fasi concitate della lite degenerata nel delitto non sono sfuggite a una persona che ha dato l’allarme. Sono arrivati i carabinieri del Radiomobile di Breno, della stazione di Esine, della Scientifica di Brescia e l’ambulanza inviata dalla centrale Areu. Vincenzo Arrigo era morto. Bettino Puritani e la roncola poco lontani. Puritani è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario, le indagini sono coordinate dal Pm Paolo Savio. Nel pomeriggio di ieri, l’interrogatorio dell’arrestato, assistito dall’avvocato Marino Colosio. «Non volevo, mi dispiace» avrebbe detto chi ha ucciso. Poi, il trasferimento in carcere in vista dell’interrogatorio di convalida. • © RIPRODUZIONE RISERVATA