Afa e temporali
a Brescia
pessimo clima

Piogge sempre meno frequenti, ma più intense
Piogge sempre meno frequenti, ma più intense
Natalia Danesi 26.03.2019

Se la qualità della vita si misura dal clima, i bresciani non se la passano bene. Poche ore di sole, parecchi giorni di pioggia ed estati roventi. È il quadro dipinto dall’indagine sulle città del Sole 24 Ore, che per la prima volta ha messo a confronto le performance meteorologiche di 107 capoluoghi in Italia. Gli indicatori sono calcolati tenendo conto della media dell’ultimo decennio e offrono una fotografia efficace dei cambiamenti climatici, tema più che mai attuale dopo lo sciopero di Fridays for Future che ha portato milioni di studenti in piazza in tutto il mondo lo scorso 15 marzo. Proprio di recente, i portavoce bresciani del Movimento hanno annunciato una nuova mobilitazione per il 24 maggio. Brescia con un punteggio (media di indicatori) di 470,9 si piazza sul fondo della classifica del benessere climatico: è 88a in Italia. Tra il 2008 e il 2018 si è registrata una temperatura media di 13,70 gradi con un aumento di quasi mezzo grado (+0,36). Prima nella graduatoria nazionale si piazza Imperia, ultima Pavia.

MA QUALI ELEMENTI contribuiscono a far sì che il clima nella Leonessa sia così poco piacevole? In primis, le ore di sole quotidiane (la durata del dì dipende dalla latitudine) sono poche: in media nel decennio sono state solo 6,69, il che piazza Brescia al 97° posto per soleggiamento. Peggio ancora va con la brezza estiva, che in città si percepisce - stando alla classifica che piazza il capoluogo alla 98a posizione - raramente: in estate si contano in media solo 3,03 nodi giornalieri di vento (contro i 9,89 della prima, Perugia). Ancora, a Brescia, 95a per piogge, sembra ci siano più temporali che altrove: in media nel decennio i giorni piovosi sono stati 104,8 (contro i 63 della prima, Siracusa). Addirittura, per 33 giorni l’anno si accumulano in 6 ore più di 40 millimetri di acqua (il che è classificato come evento estremo, la città è 69a). E poi, l’immancabile nebbia (indicatore che vale l’89° posto) che, tra il 2008 e il 2018, è comparsa almeno 23 volte all’anno in una fascia oraria del giorno. Con 67 sforamenti di 30 gradi per almeno tre giorni consecutivi nei dieci anni, Brescia è 72a in Italia per ondate di calore, e 56a per numero di giorni annui con temperatura percepita sopra i 30 gradi (58,8). In compenso, per 21 giorni l’anno nella media del decennio fa freddo, si avvertono meno di 3° (69a in classifica). Unica consolazione, l’umidità non è troppo accentuata (176 giorni fuori dal comfort climatico, 31a posizione) e le giornate con raffiche di vento (superiore ai 25 nodi) sono solo 2,6 all’anno, indicatore che vale l’11a posizione in classifica. «Le mutazioni del clima anche a Brescia sono evidenti - spiega Nicola Gelfi dell’osservatorio meteorologico dell’Itas Pastori -. La Val Padana è sempre più caratterizzata da stagnazione d’aria, le ondate di calore sono sempre più persistenti, la siccità si sta facendo sempre più sentire anche a causa dell’anomala espansione dell’anticiclone africano sud tropicale verso l’Europa centro occidentale. Il Nord Italia ne risente maggiormente perché vengono a mancare le perturbazioni atlantiche. Soprattutto negli ultimi cinque o sei anni gli episodi di pioggia sono diventati brevi, molto intervallati, ma di fortissima intensità. Il cambiamento sta accelerando anno dopo anno ed è molto preoccupante».

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