Accoltella l’amico dopo il rave E la sua fuga finisce a Brescia

I due erano stati in provincia di Livorno con altri amici per un imponente rave
I due erano stati in provincia di Livorno con altri amici per un imponente rave
Paolo Cittadini 25.04.2019

Davanti al gip Giulia Costantino, che ieri pomeriggio lo ha incontrato ieri pomeriggio in carcere a Brescia per l’interrogatorio di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sergio Ubbiali, artista di strada di 25 anni di Stezzano (in provincia di Bergamo), da martedì sera è in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Qualche ora prima di essere fermato in via della Ziziola, a Brescia, Ubbiali aveva colpito con diverse coltellate il 34enne Maurizio Canavesi, dj di Terno d’Isola (sempre nella Bergamasca), con cui aveva trascorso alcuni giorni in Toscana partecipando a un rave insieme a un gruppo di altri tre amici. TENTATO omicidio il reato contestato al 25enne che con l’ultima coltellata inferta alla base del collo (quasi alla nuca) di Canavesi ha addirittura spezzato la lama dell’arma utilizzata nell’aggressione. Il 34enne è ricoverato al papa XXIII di Bergamo in coma farmacologico. Le sue condizioni restano ancora molto gravi «Non ricordo quello che è successo - ha spiegato Ubbiali, difeso dall’avvocato bresciano Valentina Marini - Mi dispiace. Sono stato aggredito e poi non ricordo nulla. Ho come una nebbia che mi impedisce di mettere a fuoco. Spero si riprenda velocemente». Poi Ubbiali, che attualmente è solo nella cella del penitenziario bresciano di Canton Mombello in cui si trova da quasi due giorni, si è chiuso nel silenzio. «POSSO avere il telefono cellulare - ha poi chiesto al suo avvocato - Voglio dire ai miei amici quello che è successo, non vorrei lo leggessero dai giornali». Il gip venerdì mattina dovrebbe decidere se convalidare o meno il provvedimento con cui è stato disposto il fermo. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Bergamo, Ubbiali per tutto il viaggio di ritorno dalla Toscana avrebbe avuto a che dire con Canavesi per questioni di soldi. La lite iniziata a bordo del furgone utilizzato per la trasferta, come hanno ricordato gli altri tre giovani (due sono ragazze), è proseguita anche sotto casa di Canavesi a Terno d’Isola. Lì i toni si sono alzati. «Mi ha aggredito», ha raccontato Ubbiali che avrebbe inseguito il 34enne fino nell’androne di casa. Le urla sono poi diventate spinte e colpi proibiti. A quel punto Ubbiali sarebbe tornato sul furgone, avrebbe preso il coltello e quindi raggiunto Canavesi colpendolo più volte alla schiena e al collo. «Poi me ne sono andato - ha spiegato il 25enne - Ho raggiunto la mia ragazza e mi sono messo a guidare. Le ho raccontato quello che avevo fatto. Ci siamo trovati a Brescia e allora sono uscito dall’autostrada e mi sono fermato in un parcheggio». Lì i carabinieri, che avevano seguito gli spostamenti attraverso le immagini delle telecamere poste in autostrada, lo hanno bloccato intorno alle 23 di martedì. «Ancora non si è reso conto di quello che è successo», ammette il suo avvocato. •