Aborti volontari:
tra il 2000 e il 2018
numeri dimezzati

La legge 194 in vigore dal 1978 disciplina l'accesso all'aborto
La legge 194 in vigore dal 1978 disciplina l'accesso all'aborto
Irene Panighetti09.10.2019

Il 28 settembre è stata la giornata internazionale dell’aborto sicuro, libero e gratuito, che ha visto manifestazioni in tutta Italia e anche a Brescia per porre l’accento sulla spinosa questione dell’obiezione di coscienza. Quanto ai dati, locali e nazionali, si evidenzia un progressivo calo delle interruzioni di gravidanza (Ivg).


I DATI DI ATS Brescia (basati sulle schede di dismissione ospedaliere di donne residenti nell’Ats di riferimento) segnalano che il numero complessivo delle Ivg è diminuito costantemente dal 2000 al 2018 (meno 45 per cento) anche se dal 2017 al 2018 c’è stato un leggerissimo aumento (6 casi in più): nel 2017 infatti il numero totale di Ivg è stato di 1.577 mentre lo scorso anno era 1.583. Tali rilevazioni mettono in luce il fatto che nel periodo 2000-2018 il numero delle Ivg (con diagnosi primaria o secondaria di aborto indotto legalmente) è stato di 46.282, di queste il 78,1 per cento riguarda residenti nel territorio di competenza Ats e il 21,9 non residenti. Limitando l’analisi alle residenti di Ats Brescia con codice individuale identificabile, è risultato che avevano effettuato una Ivg 27.730 donne, di queste l’82,4 per cento ha effettuato l’aborto una sola volta, il 13,3 per cento 2 volte, il 2,9 per cento 3 volte; 385 donne (1,4 per cento) ne hanno effettuate 4 o più fino ad un massimo di 16. Numeri in linea al trend italiano: il 18 gennaio 2019 è stato diffuso il rapporto che raccoglie i dati relativi alla legge 194 riferiti al 2017 (dal 2018 è entrata in vigore una nuova modalità di monitoraggio che però non è stata ancora messa a punto del tutto). Quindi in base ai numeri che abbiamo si conferma il trend in diminuzione delle Ivg dal 1983: tradotto nei numeri significa 80.733 aborti nel 2017 con un 4,9 per meno in meno rispetto al 2016, statistiche comunque lontanissime dal picco raggiunto con i 234.801 casi del 1982. Tornando a Brescia, nel testo dell’unità operativa di epidemiologia fornito a Bresciaoggi in data 1 ottobre 2019 si legge: «In linea con i dati nazionali si nota un chiara e costante riduzione del tasso di abortività volontaria nel periodo 2000-17 con una stabilizzazione nel 2018. Nell’anno 2018 l’età media delle donne che hanno effettuato interruzione volontaria di gravidanza è stata di 31,2 anni: l’età minima è stata di 13,5 anni e la massima di 48,5 anni. Analizzando tutto il periodo 2000-2018 il numero maggiore di Ivg è stato effettuato nella fascia d’età tra i 30-34 anni (24,1 per cento del totale); stesso risultato si individua osservando solo l’anno 2018. Dal 2000 al 2018 1.167 minorenni si sono sottoposte ad Ivg (pari al 2,52 per cento del totale), nel 2018 sono state 33 (2,08). Nel 2018 vi sono state 6 ragazze di età minore ai 15 anni sottoposte a Ivg».


SEMPRE nello stesso anno più della metà degli aborti è stata eseguita al Civile di Brescia, seguito dai presidi di Manerbio, Desenzano e Chiari. Nel periodo 2000-2018 il Civile, pur avendo avuto una certa diminuzione nella numerosità di Ivg, è passato dal rappresentare il 32,1 per cento di tali interventi nel 2000 al 53,4 nel 2018; vi è stata infatti una forte diminuzione in tutti gli altri presidi. Le donne straniere presentano dei tassi di abortività volontaria molto più elevati delle italiane ma in rapida riduzione rispetto agli scorsi anni: nel 2000 le donne straniere avevano tassi 6 volte più elevati delle italiane, mentre nel 2018 sono poco più del doppio. Infine la nota di Ats Brescia focalizza l’attenzione sulle 15 nazionalità con maggior presenza di donne in età fertile (che da sole rappresentano l’80 per cento di tutte le straniere): dal 2013 al 2018 si riscontrano i tassi di maggior abortività volontaria tra le cinesi, seguite dalle moldave e indiane.


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