A Brescia sono
undici i nuovi
contagiati

Un tampone per rilevare il virus
Un tampone per rilevare il virus
P.BUI.13.08.2020

Undici bresciani più di ieri positivi a Sars-Cov-2 (13.944 da inizio pandemia) e altri cinque che si sommano a coloro che si trovano in isolamento obbligatorio a domicilio per un totale di 199 persone. Tra i numeri diffusi da Ats Brescia nel consueto bollettino quotidiano (zero i casi in Valcamonica) ci sono anche sette persone contagiate (per un totale di undici in isolamento) a Torbole Casaglia. IL PICCOLO focolaio è stato reso pubblico dal Comune attraverso un post su Facebook nel quale viene spiegato che il focolaio è circoscritto a un nucleo familiare e deriva dal rientro di parenti da Londra. «Le loro condizioni di salute non sono gravi - si legge - la situazione è sottoposta ad attenta sorveglianza sanitaria». Non solo dalla Croazia, quindi, dipendono i contagi da rientro. L’allerta è alta visto che i casi di positività si stanno espandendo in Europa con un boom di casi in Spagna, Germania, Francia e Grecia. Anche in Italia continuano a salire: sono 481 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre il giorno prima erano stati 412. I maggiori incrementi si registrano in Lombardia (+102), Veneto (+60), Piemonte (+42) ed Emilia Romagna (+41). SE IN LOMBARDIA i nuovi casi Covis sono 102 su 7.960 tamponi effettuati, sono però altre 95 le persone dimesse o guarite mentre non si registra nessun decesso. Dei 102 nuovi positivi - specifica la Regione - 16 sono debolmente positivi e cinque individuati a seguito di test sierologico. Stabili i ricoveri in terapia intensiva (10) aumentati quelli in altri reparti (165), cinque più di martedì. A Milano sono 29 i nuovi casi, di cui 13 in città, 6 a Bergamo e Varese, 11 a Brescia, 19 a Mantova, 8 a Como, 2 a Cremona e Pavia, 5 a Lecco e Lodi, 1 a Lodi. L’età media, conferma l’Iss, è scesa ai 38 anni e nella maggior parte dei casi il contagio è pauci-sintomatico. Ma il rischio è di trasmetterlo a persone fragili che possano sviluppare la malattia in modo più aggressivo. •